
L’Esercito svizzero mobilita ulteriori forze per far fronte all’emergenza sanitaria. Grazie a una chiamata in servizio parziale del battaglione d’ospedale 66, la sanità pubblica disporrà di altri 119 militari a partire dal 7 gennaio 2022. Lo indica oggi in una nota il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS.
I militi impegnati già da inizio dicembre
Già da inizio dicembre i militari forniscono appoggio alle infrastrutture dei Cantoni che lo hanno richiesto nel servizio sanitario e nell’ambito delle vaccinazioni di richiamo. Attualmente circa 296 militi in ferma continuata e volontari sono impiegati in Giura, Vallese, Neuchâtel e Friburgo. Per dar seguito alle domande autorizzate da Argovia, Lucerna e Nidvaldo e in previsione di un aumento dei compiti, l’esercito ha quindi chiamato in servizio d’appoggio parti del battaglione 66 “in quanto formazione di milizia in prontezza elevata”, si legge nella nota.
L’entrata in servizio
Il servizio inizierà il 6 gennaio (parti dello stato maggiore di battaglione) e il 7 gennaio (parti della compagnia di stato maggiore e della compagnia d’ospedale 66/2). In tal modo 147 soldati supplementari del battaglione d’ospedale 66 garantiranno sia gli impieghi che la condotta e il servizio arretrato per tutti i militari impiegati. La chiamata in servizio di truppe ha luogo secondo le esigenze.
Il nuovo servizio d’appoggio
Il 7 dicembre scorso il Consiglio federale ha deciso un nuovo servizio d’appoggio dell’esercito a favore delle autorità civili. Vengono impiegati al massimo 2500 militari che possono fornire supporto agli ospedali nella cura e nel trasporto di pazienti nonché ai Cantoni nella vaccinazione. Il ricorso ai militari avviene su richiesta dei Cantoni e qualora i mezzi civili non fossero sufficienti.
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