
L'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo, la signora Navi Pillay, ricevuta oggi a Berna dalla consigliera federale Micheline Calmy-Rey, ha invitato la Confederazione a sostenere Durban II. La seconda Conferenza dell'Onu contro il razzismo, in programma a Ginevra dal 20 al 24 aprile, suscita infatti parecchi malumori in relazione a una presunta manipolazione antisemita. Israele, Stati Uniti, Canada e Italia non vi parteciperanno perché non approvano lo stato attuale del progetto di documento finale. "Il razzismo non riguarda solo i paesi in via di sviluppo, ma anche l'Occidente: i problemi suscitati dalle migrazioni lo illustrano a meraviglia", ha affermato in una conferenza stampa l'ex giudice sudafricana proprio in riferimento ai boicottaggi annunciati che, a suo dire, non sono definitivi. A fianco della Calmy-Rey, direttrice del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), la Pillay ha giudicato infondati i timori che la conferenza sia segnata da posizioni antisemite, come in occasione di Durban I nel 2001. "Non ho alcuna indicazione, neanche di un solo ambasciatore di un paese partecipante, che Israele possa essere bersaglio della Conferenza." L'eredità di Durban I è stata compromessa dal comportamento antisemita di alcune organizzazioni non governative. E adesso anche la conferenza di revisione è presa di mira da coloro che temono una ripetizione delle manifestazioni di antisemitismo. Stati Uniti e Israele avevano abbandonato i lavori protestando per il tenore anti-israeliano delle discussioni. Oltre all'opposizione di Stato ebraico, Usa, Canada e Italia, anche la Gran Bretagna ha posto quale condizione alla sua partecipazione alla conferenza un "cambiamento di direzione" nella preparazione del testo finale. Dal canto suo la Francia ha minacciato di ritirarsi se Israele dovesse essere preso di mira. ATS
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