Cerca e trova immobili
Svizzera
AlpTransit: "Si, erano dervisci"
AlpTransit: "Si, erano dervisci"
AlpTransit: "Si, erano dervisci"
Redazione
10 anni fa
Il regista dello spettacolo Volker Hesse smentisce il Consiglio federale: "È legittimo usare simboli arabi"

"La gente comune di Uri e Ticino e tutte le persone che hanno partecipato alla festa di AlpTransit non hanno avuto particolari problemi a comprendere lo show. Se ora arriva una consigliera nazionale democentrista a puntare il dito contro una presunta propaganda islamica o si costruisce uno scandalo sessuale a causa di un seno scoperto, posso solo scuotere la testa. La reazione della politica è stata esagerata".

A parlare per la prima volta in pubblico sullo spettacolo andato in scena per l'inaugurazione di Alptransit è il regista stesso, il tedesco Volker Hesse, che sulle pagine del St. Galler Tagblatt si è inserito nel dibattito sui dervisci, sui pagliai danzanti e sugli angeli a seno nudo.

Le immagini e le figure simboliche usate da Hesse nello show hanno provocato più di un'interrogativo, anche sulla stampa internazionale. Ma la discussione ha decisamente preso il volo quando la consigliera nazionale UDC Sylvia Flückiger ha inoltrato un'interrogazione al Consiglio federale, chiedendo in tono allarmistico se le figure islamiche dei dervisci non avessero messo in discussione i valori svizzeri.

Per tutta risposta il Governo ha specificato che le rappresentazioni artistiche provengono tutte dalla cultura alpina e che i personaggi in questione "non sono dei dervisci, bensì dei pagliai danzanti". Una risposta che il consigliere nazionale argoviese Cedric Wermuth non ha esitato definire "la migliore di sempre".

Ma ora si apprende che tali personaggi erano effettivamente dei dervisci: "Nello spettacolo ho voluto descrivere uno stato trascendentale. Le rotazioni dei dervisci e dei pagliai danzanti servivano a questo scopo" conferma Hesse. "Ogni bambino sa che, se si continua a girare su se stessi, si entra in una nuova condizione".

Sulla paura che i rituali islamici possano intaccare i valori svizzeri, il regista ribatte: "È assolutamente legittimo che il mio spettacolo comprenda associazioni culturali arabe". D'altronde, spiega, culti arcaici sono entrati in contatto con diverse culture. In questo caso si è trattato di "elementari forme di estasi". Ma non avrebbe mai pensato, aggiunge, che tali figure potessero sollevare polemiche politiche o sarebbero state associate ad elementi xenofobi.

Hesse si esprime poi anche sulla figura dell'angelo a seno nudo, che voleva rappresentare l'angelo redentore del filosofo tedesco Walter Benjamin: "Non voleva assolutamente avere connotati pornografici".

Hesse - che ha abitato per anni in Svizzera e i cui figli hanno il passaporto rossocrociato - ricorda infine che alla costruzione del tunnel hanno partecipato migliaia di lavoratori stranieri. "Per questo trovo sia riduttivo vedere l'apertura del Gottardo come un evento esclusivamente nazionale, come ha cercato di fare la consigliera nazionale democentrista".

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata