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Svizzera
Alpi, il Consiglio federale proroga il sostegno al trasferimento delle merci su rotaia
Red. Online
3 ore fa
Fino al 2029 il Governo intende inoltre rinunciare alla progressiva riduzione dei sussidi - L'importo sarà invece ridotto in maniera graduale a partire dal 2030

Di fronte al calo del traffico merci su rotaia degli ultimi anni, il Consiglio federale non si arrende: oggi ha infatti deciso di prorogare il sostegno al trasferimento dalla ruota alla ferrovia fino al 2035. Ciò implica la modifica della legge sul trasferimento del traffico merci (LTrasf) e il decreto di finanziamento che il Governo ha posto in consultazione fino all'11 agosto.

La situazione attuale

Nel 2025, precisa una comunicato odierno diffuso dall'Esecutivo, la quota di mercato della ferrovia nel traffico merci transalpino si è attestata al 68,6%; si tratta della quarta contrazione di fila, ciò che ha fatto guadagnare quote di mercato alla strada. Le cause sono diverse: si va dalle carenti qualità e affidabilità lungo gli assi europei nord-sud, dovute in particolare ai lavori di costruzione e alle interruzioni di tratte in Germania, a un contesto economico difficile. Una situazione che dovrebbe perdurare, secondo il Consiglio federale, fino alla fine del 2029.

Le contromisure

Per sostenere e stabilizzare il traffico merci ferroviario transalpino, il Governo intende prolungare fino al 2035 i contributi d'esercizio per il traffico combinato non accompagnato (TCNA), oggi limitati al 2030 secondo quanto stabilito dalla LTrasf. Fino al 2029 intende inoltre rinunciare alla progressiva riduzione dei sussidi prevista dalla LTrasf. L'importo sarà invece ridotto in maniera graduale a partire dal 2030.

486 milioni di franchi

Tra il 2027 e il 2030, grazie alla prosecuzione dei contributi di esercizio, la Confederazione verserà al TCNA tra i 55 e i 59 milioni all'anno; a partire dal 2030, l'ammontare sarà in media di 50 milioni. Dal 2027 al 2035 la Confederazione assegnerà complessivamente indennità d'esercizio per un totale di 486 milioni. I contributi sono finanziati tramite i proventi dell'imposta sugli oli minerali.