
Quest'anno la primavera e l'inizio dell'estate sono state ricche di precipitazioni. Le frequenti e alle volte violente piogge hanno causato, come è ormai ben noto, anche diverse inondazioni, soprattutto in Mesolcina, Vallemaggia e Vallese, gravi danni alle infrastrutture e delle persone sono anche morte. L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) informa che è già possibile "effettuare una prima classificazione dal punto di vista idrologico". Come si legge nel suo comunicato, i forti accumuli di acqua hanno causato il rapido e grande innalzamento di fiumi e laghi e il terreno è rimasto molto bagnato. E le poche giornate di sole non sono state sufficienti ad asciugare il suolo e a migliorare un po' ovunque la situazione delle acque.
Lo scioglimento della neve
Il primo fenomeno causato dalla molta pioggia di cui riporta l'UFAM è lo scioglimento del manto nevoso. In alta quota fino a giugno c'era "una quantità di neve superiore alla media per questo periodo dell’anno, che non si è sciolta per molto tempo a causa della primavera piuttosto fresca". In seguito alle giornate di caldo della seconda metà di giugno, la neve era umida e "pronto a sciogliersi". È seguito dunque un forte scioglimento della neve che - soprattutto nel bacino del Rodano - ha portato un grande volume di acque nei fiumi e nei laghi.
Il lago di Costanza
L'UFAM prosegue spiegando che gli eventi piovosi hanno colpito in particolare il lago di Costanza e il fiume Reno - suo emissario - che dall'inizio giugno sono sotto allerta. Il livello più alto del lago è stato raggiunto l’11 e il 12 giugno a 397,31 metri s.l.m. per il lago superiore (vicino a Romanshorn) e a 397,00 metri s.l.m. per il lago inferiore (vicino a Berlingen). Statisticamente - chiarisce l'UFAM - questo livello d’acqua corrisponde a una piena decennale. Al momento il lago di Costanza è tornato al di sotto del livello di piena, ma è ancora al grado di pericolo 3. A seconda di come evolveranno le condizioni meteorologiche dell'estate, "ci vorranno diverse settimane prima che torni a un livello normale". Per questa ragione sia il Reno che il lago di Costanza continueranno ad essere in piena per diverso tempo.

Le piene in Vallese e Mesolcina
Gli altri eventi analizzati dall'UFAM sono le alluvioni che lo scorso 21 giugno hanno colpito il Vallese e la Mesolcina causando piene e inondazioni. Nello specifico, sulla Moesa a Lumino l'UFAM ha registrato "un valore di portata pari a 649 metri cubi al secondo, che corrisponde al grado di pericolo 5 (pericolo molto forte)". Questo evento si verifica ogni 50-100 anni ed è un nuovo record nei 43 anni di misurazione della stazione. Anche in numerosi altri fiumi delle regioni alluvionate sono state registrate piene che si verificano ogni 10-30 anni. Questo è il caso anche del Rodano nel Vallese, dove il livello dell’acqua ha raggiunto il grado di pericolo 4 presso diverse stazioni.

Le inondazioni in Vallese e in Vallemaggia
L'UFAM si sofferma anche sui nubifragi che dal 28 al 30 giugno hanno colpito ancora una volta il Vallese e la Vallemaggia. Qui "in 24 ore sono caduti circa 200 litri di pioggia per metro quadro". Anche in questo caso l'intensità estrema delle precipitazioni ha provocato l'uscita degli argini delle acque, come ad esempio il Rodano e la Maggia. E una prima classificazione dei valori misurati dall'UFAM mostra che nelle stazioni di Rodano-Reckingen e Reuss-Andermatt si sono registrati dei picchi di portata che si verificano ogni 100-300 anni e nelle stazioni di Rodano-Sion, Rodano-Branson e Rodano-Porte du Scex e Maggia-Bignasco che si verificano ogni 50-100 anni. Stando all'UFAM queste piene "rappresentano nuovi valori massimi assoluti per il rispettivo periodo di misurazione". Anche altri fiumi si sono ingrossati sempre in Vallese e Ticino, ma i valori registrati "corrispondono a periodi di ritorno più brevi".

Le piogge e piene a sud del Ticino e nei Grigioni
Infine l'UFAM analizza i temporali che il fine settimana del 6 e 7 luglio si sono concentrati sul Ticino meridionale e sull'Engadina. Ancora una volta questi eventi hanno provocato inondazioni e ingrossamenti di alcuni fiumi minori, tra cui la Breggia a Chiasso "che è salita al grado di pericolo 3 con un deflusso di circa 138 metri cubi al secondo". Anche questo valore corrisponde a una piena che si verifica ogni 10-30 anni. Pure i fiumi dell’Engadina e di altre regioni grigionesi si sono ingrossati fortemente, come ad esempio l’Inn presso Tarasp o il torrente Dischma vicino a Davos in cui sono state osservate rispettivamente una portata di 333 metri cubi al secondo (grado di pericolo 3) che corrisponde a un evento che si verifica ogni 10-30 anni, e una portata di 21 metri cubi al secondo (grado di pericolo 5) che corrisponde a un evento che si verifica ogni 50-100 anni.
Attenzione a nuotare nei fiumi
L'UFAM mette comunque in guarda la popolazione perché nonostante il tanto agognato clima estivo sembra essere arrivato i grandi volumi di acqua dei torrenti "comportano elevate velocità di scorrimento". Inoltre i fiumi in piena possono essere torbidi oscurando quindi i punti pericolosi. La temperatura dell'acqua è anche al momento relativamente fredda per questo periodo dell'anno. "È quindi necessario prestare particolare attenzione quando si nuota nei fiumi", conclude l'UFAM.

