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Svizzera
“Alla larga dal Consiglio di sicurezza Onu!”
© CdT/ Chiara Zocchetti
© CdT/ Chiara Zocchetti
Daniele Coroneo
5 anni fa
La Svizzera è candidata a entrare nello strategico consesso delle Nazioni Unite nel periodo 2023-2024. Nulla di buono per Lorenzo Quadri, che al Consiglio federale chiede di fare marcia indietro

La Confederazione vorrebbe entrare nel Consiglio di sicurezza dell’Onu nel biennio 2023-2024. Quello che potrebbe portare la Confederazione a sedere nel consesso è un percorso lungo, iniziato addirittura nel 2011 con la presentazione della candidatura ufficiale e che potrebbe portarsi a compimento nel prossimo mese di giugno, quando si svolgeranno le elezioni dei nuovi Stati con seggio provvisorio.

“Restiamone lontani”
Sotto la cupola di Palazzo federale, però, c’è chi chiede al Consiglio federale di fare marcia indietro: “La Svizzera, con la sua lunga tradizione di neutralità ed indipendenza, deve rimanere lontana da simili organismi sovranazionali”, scrive il consigliere nazionale Lorenzo Quadri in una mozione all’indirizzo dei sette saggi. Secondo Quadri, “Aderire al Consiglio di sicurezza dell’Onu costringerebbe il nostro Paese a schierarsi in situazioni di conflitto; ciò equivarrebbe a svuotare di significato la neutralità elvetica (che il CF e le maggioranze partitiche hanno già a più riprese colpevolmente compromesso) ed a privare di autorevolezza e credibilità i celebrati “buoni uffici” della nostra diplomazia”.

Lasciare l’Onu
Per di più, all’interno del Consiglio di sicurezza Onu, “la Svizzera disporrebbe di un’influenza alquanto limitata, per non dire nulla”, schiacciata dal peso dei cinque membri permanenti (Usa, Russia, Cina, Francia e Regno Unito) e alle “logiche di potere” onusiane: sì, perché per il parlamentare ticinese sono le Nazioni Unite nel loro complesso a essere un problema per la Confederazione. Lorenzo Quadri invita dunque Berna a compiere un passo ulteriore: “La Svizzera dovrebbe semmai pensare ad uscire dalle Nazioni Unite e dalle sue agenzie”.

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