
L'incasso degli alimenti dovuti da un genitore all'estero, un'impresa non sempre facile, va migliorato, sostenendo maggiormente i Cantoni e i Comuni. È quanto si propone il Consiglio federale che intende aderire alla Convenzione dell'Aia sulle prestazioni alimentari. Nel lanciare la procedura di consultazione, che durerà fino a febbraio dell'anno prossimo, il Governo rimarca che se una persona non ottempera all'obbligo di mantenimento, il diritto svizzero prevede che un ufficio specializzato aiuti il creditore di alimenti a far valere le sue pretese. Ciò vale anche se il debitore vive all'estero. Attualmente spetta ai Cantoni e ai Comuni trattare tali casi. All'atto pratico, questa organizzazione decentralizzata presenta una serie di difficoltà, secondo il Consiglio federale, poiché la riscossione internazionale degli alimenti richiede conoscenze linguistiche, specialistiche e giuridiche. Tutte competenze che i servizi cantonali e comunali non sempre hanno, anche perché raramente si occupano di simili casi.
La proposta
Mediante l'adesione alla nuova Convenzione dell'Aia sulle prestazioni alimentari (CLA 07), l'esecutivo propone che i Cantoni continuino a trattare i casi internazionali di incasso, ma che in futuro ciascuno di loro dovrà designare un unico servizio che potrà contare sull'assistenza specializzata dell'Ufficio federale di giustizia. Con l'adesione della Svizzera alla CLA 07 l'accesso al gratuito patrocinio sarà inoltre agevolato. Sarà più facile in particolare eseguire all'estero le pretese dei figli residenti in Svizzera. Inoltre, anche le autorità potranno far valere in tutti gli Stati membri i crediti di mantenimento anticipati. Insieme alla Convenzione, va ratificato anche il Protocollo dell'Aia sulle obbligazioni alimentari, che uniforma e chiarisce il diritto applicabile nei vari casi.

