
L’Algeria ha parzialmente riaperto i suoi confini ieri dopo oltre un anno di chiusura a causa della pandemia di coronavirus, con la ripresa dei voli tra Algeri e Parigi ed altre capitali. Dal 17 marzo 2020, milioni di algerini all’estero sono stati costretti a restare fuori dal Paese a causa della chiusura delle frontiere terrestri e dei collegamenti marittimi e dell’interruzione dei voli commerciali.
La scorsa settimana, il governo ha annunciato che dal 1 giugno avrebbe progressivamente iniziato a consentire voli da Francia, Spagna, Tunisia e Turchia, con l’obbligo per i viaggiatori di sottoporsi a una quarantena di cinque giorni in hotel designati dal governo, con spese a loro carico. Misure che hanno causato un notevole malcontento tra la grande comunità algerina, soprattutto in Francia. Nel tardo pomeriggio di ieri, un volo Air Algerie che trasportava quasi 300 passeggeri è atterrato ad Algeri dall’aeroporto di Parigi-Orly. All’inizio della giornata, lo stesso aereo aveva portato a Parigi una sessantina di passeggeri. I media locali hanno mostrato immagini in cui i passeggeri sbarcati ad Algeri, sono stati condotti direttamente ai pullman per essere portati negli hotel per la quarantena.
L’Algeria ha registrato dall’inizio dell’epidemia 130’000 casi confermati e 3500 decessi per covid 19, secondo il ministero della Sanità di Algeri, in un paese che conta circa 44 milioni di abitanti. In 19 delle 58 prefetture algerine è ancora in vigore il coprifuoco e le frontiere terrestri e marittime per il momento restano ancora chiuse.
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