
Le zone rurali svizzere, spesso considerate conservatrici, in alcuni casi possono dimostrarsi progressiste quanto le città. Alcuni ricercatori hanno messo in evidenza notevoli differenze nei comportamenti di voto nelle campagne e hanno tracciato una "carta delle mentalità". La ricerca è stata svolta da Sotomo, un gruppo dell'istituto di geografia dell'Università di Zurigo per conto della rivista svizzerotedesca "Tele". A un primo colpo d'occhio la "carta delle mentalità" mette subito in evidenza una divisione fra città e campagne. Le grandi città e le agglomerazioni votano generalmente a favore di un'apertura della Svizzera, dell'integrazione degli stranieri e per novità a livello sociale. Esaminando i risultati più da vicino emerge però che alcuni comuni grigionesi, vodesi e friburghesi votano come le città. I ricercatori hanno preso l'esempio di due comuni rurali dal comportamento diametralmente opposto: quello di Gléresse (BE) sulle rive del lago di Bienne (520 abitanti) e quello urano di Unterschächen. Nel 2002 Gléresse ha detto "sì" all'adesione della Svizzera alle Nazioni Unite e all'interruzione della gravidanza. Nel 2005 il comune bernese ha votato nettamente a favore dell'unione registrata fra omosessuali. Unterschächen invece si era opposta ai tre oggetti in votazione. Secondo Michel Hermann, membro di Sotomo, queste differenze sono determinate dalla situazione geografica e dalla mobilità degli svizzeri. Le zone con un buon soleggiamento o in riva ai laghi, con buoni collegamenti verso i centri urbani, attirano i cittadini che poco a poco influenzano la mentalità "locale". Anche il turismo incide sulle mentalità come dimostrano i casi dei comuni grigionesi e vallesani. Nei comuni come Unterschächen invece non vi è questo influsso esterno e gli abitanti rimangono generalmente "conservatori". ATS
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