
Non è per nulla inusuale che il Tribunale federale si ritrovi a doversi esprime su un ricorso presentato contro la revoca della licenza di condurre o, più in generale, ad affrontare casi di guida in stato di ebrezza, eccessi di velocità e via discorrendo. Decisamente meno inusuale è il fatto che, a presentarlo, sia un… maestro conducente.
Eppure è proprio quello che è successo negli scorsi mesi. Il protagonista della vicenda è un maestro conducente indipendente che ha esercitato la professione dal 2002. Peccato che, emerge da due sentenze dell’Alta Corte pubblicate recentemente, la patente gli sia stata ritirata più volte per “ripetute infrazioni” alla legge sulla circolazione stradale. Della lista fanno parte anche episodi di guida in stato di ebbrezza, eccessi di velocità e altre infrazioni 'minori'.
In totale, l’uomo non ha potuto disporre della licenza di condurre per ben 9 anni, motivo per il quale a inizio settembre 2017 l’Ufficio sangallese della circolazione aveva deciso di ritirargli a tempo indeterminato l’abilitazione a maestro conducente. Il Tribunale amministrativo aveva accolto un primo ricorso, ritenendo necessaria una perizia di psicologia del traffico. A inizio luglio dello scorso anno la sezione della circolazione aveva ordinato all’uomo di sottoporsi a questa perizia e gli aveva revocato l’abilitazione a titolo precauzionale.
Il maestro conducente aveva quindi iniziato una battaglia legale sfociata in due ricorsi al Tribunale federale, ma i giudici di Mon Repos hanno rigettato le sue argomentazioni, confermando dunque il provvedimento deciso dall’Ufficio della circolazione.
(Sentenza 2C_1130/2018 del 1. febbraio 2019 e 2C_430/2019 del 10 maggio 2019)
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