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Svizzera
Al via le trattative per il nuovo CCL nel settore alberghiero e della ristorazione
© HotellerieSuisse
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Redazione
10 mesi fa
I sindacati chiedono aumenti salariali e meno ore di lavoro, mentre i datori di lavoro puntano su soluzioni “moderne e sostenibili”.

Dopo sei anni, riprendono le trattative per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) dell’industria alberghiera e della ristorazione. I lavori, che coinvolgono circa 250’000 dipendenti e 34’000 aziende in tutta la Svizzera, prenderanno ufficialmente avvio il 18 novembre. Da una parte del tavolo siedono le associazioni dei datori di lavoro GastroSuisse, HotellerieSuisse e Swiss Catering Association (SCA), dall’altra le organizzazioni dei lavoratori Unia, Syna e Hotel & Gastro Union.

Per i datori di lavoro "un passo positivo" per il settore

Secondo i rappresentanti dei datori di lavoro, il rinnovo del contratto è “un passo positivo per l’intero settore” e un’occasione per “rafforzare l’attrattiva delle professioni e contrastare la carenza di personale qualificato”. L’obiettivo, sottolinea il presidente di GastroSuisse Beat Imhof, è trovare "soluzioni moderne, praticabili e sostenibili che consentano condizioni di lavoro al passo con i tempi per le aziende e il personale". Le trattative, riconosciute come complesse, richiederanno presumibilmente almeno due anni. Poiché i colloqui si svolgono in modo confidenziale, le associazioni dei datori di lavoro rinunciano a prendere posizione pubblicamente su singoli punti delle trattative.

Le richieste dei sindacati

Dal fronte sindacale arrivano invece richieste concrete di miglioramento: aumenti salariali, riconoscimento dell’esperienza professionale, riduzione dell’orario di lavoro e maggiori tutele contro molestie e mobbing. Unia propone, tra le altre cose, un incremento annuale dei salari minimi di 100 franchi e un maggiore riconoscimento dei diplomi professionali stranieri. "L'obiettivo deve essere quello di garantire che i lavoratori e le lavoratrici in possesso di un AFC o di un diploma equivalente guadagnino almeno 5000 franchi", dichiara la vicepresidente di Unia Véronique Polito. Le organizzazioni dei lavoratori chiedono inoltre una migliore conciliabilità tra vita privata e professionale, con piani di lavoro comunicati in anticipo e giorni di riposo regolari.