
È da ormai più di un anno che i collaboratori di Credi Suisse aspettano per conoscere le proprie sorti. La notizia relativa all'intenzione di UBS di procedere al taglio di 3'000 posti di lavoro in Svizzera era nota già da tempo, ma non era ancora dato sapere quanti di questi sarebbero stati realmente effettuati. Stando a quanto anticipa la stampa svizzerotedesca, sono state attualmente segnalate cinque ondate di licenziamenti a partire da giugno, a cui ne seguiranno altre in agosto, settembre, ottobre e novembre. Se fino ad oggi si era quindi in una situazione di stallo, ora questa sembra voler procedere a ritmi spediti. Le cinque ondate di licenziamenti - si legge sui diversi quotidiani d'oltralpe - costeranno il lavoro a circa il 50-60% dei dipendenti di Credit Suisse. Tuttavia, non è ancora chiaro in quali settori esattamente quanto verrà ridotto. Ma la perdita di personale non va ricondotta unicamente ai licenziamenti: da tempo, molti dipendenti di CS hanno infatti abbandonato di propria iniziativa la nave che affonda. Partenze di questo tipo vengono però definite da UBS come un fattore di rischio con conseguente logoramento tra i dipendenti della banca. Inoltre, chi mantiene i nervi saldi e resta a bordo, nel caso di licenziamento avrebbe la possibilità di ottenere un nuovo posto di lavoro presso UBS.

