
Si prospetta da primato l’edizione della Fête des Vignerons di Vevey di quest’anno. All’evento, che aprirà ufficialmente i battenti oggi e che durerà fino all’11 agosto, sono attese fino a un milione di persone che, come si auspicano in molti, avranno molto probabilmente delle ripercussioni positive per il turismo della regione del Lemano. La festa inizierà ufficialmente questo pomeriggio alle 14 con la sfilata della Confrérie des Vignerons per le vie del centro storico della cittadina lacustre. Per l’occasione le campane dei comuni dell’area, da Losanna a Lavey, fino a Châtel Saint-Denis, suoneranno dalle 13.30 alle 14.
La Fête des Vignerons - per chi non lo sapesse - è un evento di rilievo nazionale organizzato fin dal 1770 dalla Confrérie des Vignerons di Vevey, dal 2016 iscritto nella lista del patrimonio immateriale UNESCO. La festa ha una cadenza generazionale, si svolge infatti solo ogni 25-30 anni con lo scopo di enfatizzare il lavoro, i prodotti, le professioni e le tradizioni storiche legati al settore vinicolo.
Durante la manifestazione sono previste anche le giornate cantonali, che si apriranno domani con quella dedicata a Ginevra. Al Ticino toccherà quella di sabato 27 luglio durante la quale sarà ospite d’onore della Fête insieme ai cantoni della Svizzera centrale.
L’imponente arena realizzata per le rappresentazioni, che sarà inaugurata questa sera alle 19 con il maestoso spettacolo dell’artista ticinese Daniele Finzi Pasca, potrà ospitare 20mila spettatori. Il budget per l'organizzazione dell'evento si aggira intorno ai 100 milioni di franchi e finora sono stati venduti circa l'80% dei biglietti.
Lo spettacolo di Daniele Finzi Pasca
Lo spettacolo narra un anno di vita della vigna attraverso una ventina di scene che si aprono e si chiudono con la vendemmia. Le scene illustrano i vari momenti di lavoro nelle vigne, come la defogliazione e la potatura, passando a momenti più sociali, come il Matrimonio e la festa di Saint-Martin, fino a toccare temi più generali come le stagioni, l’acqua, la luna e il cosmo. Affronta temi come il legame tra l’uomo e la natura e rende omaggio all’antica competenza degli operai delle vigne. Nel cuore dello spettacolo spicca l’Incoronazione degli operai delle vigne ricompensati per l’eccellenza del loro lavoro dalla Confrérie des Vignerons.
Il filo della storia è raccontato attraverso un commovente dialogo tra una bimba di nome Julie e il nonno che accompagna la nipote a scoprire le tradizioni e il lavoro nella vigna. Tre personaggi di "dottori" commentano con ironia e impertinenza la rappresentazione.
La musica si alterna tra brani d’insieme, orchestrali e piccole formazioni è accompagnata dal vivo dal Coro della Fête (500 coristi, 300 percussionisti, 150 voci bianche), dalle melodie della Fête (120 musici e fanfare), dalla Big Band (16 musicisti jazz), dai Percussionisti (40 elementi) dai Cori delle Alpi (36 cori) da un Piccolo Insieme (20 musicisti) e dai Pifferi e Tamburi (36 musicisti basilesi). L’Orchestra della Fête e il Gstaad festival Orchestra registrano la base in studio nella primavera del 2019.
Le coreografie delle scene sono interpretate da 5500 attori, attrici e comparse in costume, tutti abitanti della regione. Questo spettacolo completo, magico, grandioso, dinamico e poetico concepito a 360 gradi, fonde la musica ai canti in cui vengono espressi i poemi degli autori, fondendo i movimenti alle immagini e ai video che vengono proiettati nell’arena, sia su schermi giganti che su immense piattaforme LED.
Per creare una settantina di costumi diversi indossati da attori, attrici, comparse e coristi, la costumista si è ispirata sia alle precedenti edizioni della Fête des Vignerons, con particolare attenzione agli acquarelli di Ernest Biélier del 1905 e 1927, sia ai costumi della tradizione vodese e friborghese. I costumi di animali, insetti e uccelli sono una delle novità legate alla drammaturgia dello spettacolo di Daniele Finzi Pasca.
La Maison Ticino
Molte delle eccellenze ticinesi, siano turistiche, imprenditoriali, artigianali ed enogastronomiche hanno scelto di raggrupparsi sotto l’effigie rossoblù di Maison Ticino, il progetto ideato da Sapori Ticino, per unire le forze e riuscire a far passare il messaggio di un territorio ricco di potenzialità, ma soprattutto dove “l’unione fa la forza”.
Durante tutto il periodo in cui Sapori Ticino gestirà questo spazio nelle sale del Grand Hotel du Lac saranno esposti due piccoli Trasparenti realizzati da Giovanni Battista Gabutti nel 1790-92, che il comune di Mendrisio ha gentilmente messo a disposizione per quest’occasione. L’idea è quella di permettere quindi alle Processioni di presentare uno degli elementi distintivi più caratterizzanti di questa tradizione vivente e della sua candidatura, perché unica a livello cantonale.
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