
Per moderare l'aumento degli affitti e migliorare la trasparenza del mercato degli alloggi, sono necessarie misure misure a breve termine. Per questo il Consiglio federale ha deciso di agire mediante una modifica dell'ordinanza concernente la locazione e l’affitto di locali d’abitazione o commerciali (OLAL), posta in consultazione oggi fino all'11 luglio.
Gli aumenti degli affitti
Il tasso d'interesse di riferimento, che si basa sul tasso d'interesse medio ponderato dei crediti ipotecari in Svizzera, è determinante per fissare l'ammontare dell'affitto, spiega una nota governativa odierna. Lo scorso giugno il tasso è salito dall'1,25 all'1,5% e poi all'1,75% in dicembre. Ad ogni incremento del tasso d'interesse l'affitto può essere aumentato del 3% e, tenendo conto anche della compensazione del rincaro e dell'incremento generale dei costi, le pigioni potrebbero aumentare del 10-15% entro il 2026, sottolinea il comunicato. Lo scorso novembre il Consiglio federale ha quindi incaricato il Dipartimento federale dell'economia (DEFR) di elaborare misure a breve termine "senza intervenire eccessivamente sui rapporti contrattuali o frenare gli investimenti nell'offerta". Il progetto posto in consultazione oggi ne prevede quattro.
Le quattro misure
In primo luogo i locatori non potranno più trasferire agli inquilini gli aumenti dei costi a titolo generale, ma dovranno dimostrare la reale entità degli incrementi. Nel modulo di notifica dell'aumento della pigione dovrà essere specificato che, in caso di contestazione, è lecito addurre anche criteri come un rendimento eccessivo o i prezzi usuali in un determinato quartiere o località. Nella notifica dell'affitto iniziale invece dovranno essere indicati i tassi di interesse e di inflazione di riferimento che sono stati determinanti per il vecchio contratto d'affitto. Questa maggiore trasparenza dovrebbe consentire agli inquilini di valutare meglio il livello dell'affitto e le loro possibilità di contestarlo al momento della nuova locazione, secondo il governo. Inoltre la compensazione del rincaro sul capitale proprio dovrà essere ridotta dal 40% al 28%. Secondo al rapporto esplicativo, la riduzione per l'inquilino sarebbe comunque minima: per un affitto di 2.000 franchi, ad esempio, lo sgravio ammonterebbe a 4,80 franchi al mese o 57,60 franchi all'anno con un tasso di inflazione del 2%.

