
La Conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina è arrivata: il vertice aprirà ufficialmente le sue porte questo primo pomeriggio alle 13:30 quando la presidente della Confederazione Viola Amherd e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky incontreranno la stampa. L'incontro internazionale è stato organizzato dalla Svizzera e si tiene sul Bürgenstock nel Canton Nidvaldo durante la giornata di oggi e domani, domenica. La Confederazione ha invitato oltre 160 delegazioni di capi di Stato e di Governo: alla conferenza interverranno 100 delegazioni, fra cui 57 capi di Stato e di Governo provenienti da tutte le regioni del mondo. Lo scopo del summit è quello di costituire la base per un processo di pace giusta e duratura in Ucraina. Le diverse delegazioni termineranno di arrivare verso le 16:30.
Perché una conferenza di pace?
Come si legge sul sito del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), la conferenza si basa su una formula di pace in ucraina, di cui si discute da mesi, e su altre proposte di pace che poggiano sulla Carta delle Nazioni Unite e sui principi fondamentali del diritto internazionale. Il principale traguardo del vertice è quello di promuovere un futuro processo di pace. A tale scopo, il summit si pone tre obiettivi: dare uno spazio di dialogo su come conseguire una pace "globale, giusta e duratura per l'Ucraina", come detto fondata sul diritto internazionale e sulla Carta delle Nazioni Unite; favorire una comprensione comune di un quadro normativo per raggiungere questa pace; e definire un programma che coinvolga entrambi i Paesi in conflitto in un futuro processo di pace.
Chi partecipa (e non) al vertice?
Per raggiungere queste ambiziose finalità, è necessaria la partecipazione di un grande numero di Paesi il cui contributo alla discussione sono essenziali. Dunque su richiesta dell'Ucraina, che come detto è rappresentata dal suo presidente, la Svizzera - che come ricorda il DFAE ha una lunga tradizione come promotrice del dialogo - ha invitato oltre 160 delegazioni di capi di Stato e Governo da tutti i continenti e dall’UE. Di questi hanno finora confermato la loro partecipazione in circa un centinaio, come l’Unione europea, il Consiglio d’Europa, l’India, gli Stati Uniti, la Germania, la Francia, l’Italia, il Canada, la Spagna, la Polonia, la Moldova, l’Irlanda, l’Islanda, l’Austria, la Repubblica Ceca, la Finlandia, la Lettonia, la Svezia, la Croazia, Singapore, il Lussemburgo e Capo Verde. Di questi, uno dei grandi assenti è il presidente Joe Biden, che è a una raccolta fondi per la sua campagna elettorale in California: è la sua vicepresidente Kamala Harris con il consigliere alla sicurezza nazionale Jake Sullivan a partecipare all'incontro. Tra i numerosi ospiti ci sono: il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, il cancelliere federale austriaco Karl Nehammer, il presidente polacco Andrzej Duda, il presidente finlandese Alexander Stubb, il presidente lettone Edgars Rinkēvičs, la presidente della moldava Maia Sandu, il presidente irlandese Simon Harris, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, la segretaria generale del Consiglio d'Europa Marija Pejčinović Burić, il premier canadese Justin Trudeau, il premier di Singapore Lawrence Wong. Un'altra grande assente è la Cina, che per voce del suo ministro degli esteri ha dichiarato che nonostante ponga molta importanza all'organizzazione da parte della Svizzera di una prima conferenza sulla pace, questa "non è ancora all'altezza delle esigenze" di Pechino.
E la Russia?
Come ricorda il DFAE, la Confederazione ha comunicato più volte la sua disponibilità ad estendere l'invito per la conferenza anche alla Russia. Quest'ultima ha però affermato in ripetute occasioni di non esserne interessata, e per questa ragione non è stato inoltrato un invito ufficiale. Di recente, la presidente Amherd ha dichiarato che il vertice è solo il preludio di ulteriori negoziati, e che "la Russia potrebbe quindi essere presente a un'eventuale conferenza di follow-up". Il mancato invito di Mosca, ha inoltre spiegato lunedì Cassis, è dovuto alla combinazione di due elementi. "Da un lato, il chiaro rifiuto" da parte del Paese "prima dell'invio degli inviti e, dall'altro, l'Ucraina, che non è ancora pronta a trovarsi in presenza della Russia".
Qual è il programma?
Tutti i Paesi presenti alla conferenza possono dunque presentare le proprie idee per "una pace completa, giusta e duratura in Ucraina", scrive il DFAE. A tale fine, il summit si snoderà su diverse sessioni plenarie in presenza di tutte le delegazioni e su delle discussioni di dimensione ridotta su argomenti vari. I temi in primo piano sono di natura umanitaria: si tratta della sicurezza nucleare, della sicurezza alimentare e dei prigionieri di guerra, internati civili e bambini deportati. In particolare per il pubblico, oggi alle 13:30 si terrà un incontro con la stampa di Amherd e Zelensky e fino alle 16:30 le varie delegazioni faranno il loro arrivo sul Bürgenstock. Dalle 16:30 alle 17:30 ci sarà la cerimonia di benvenuto ufficiale e alle 18:30 il discorso inaugurale. La giornata si concluderà alle 19 con le foto di rito. Domani, domenica, alle 12:30 avranno luogo i discorsi conclusivi. Dalle 16 in avanti ci saranno tre conferenze stampa: una di chiusura, seguita da una con il presidente ucraino ed un'ultima alla presenza della presidente della Confederazione e del ministro degli affari esteri Ignazio Cassis. La Svizzera è inoltre al lavoro per una eventuale dichiarazione finale.
Perché proprio al Bürgenstock?
Oltre a non essere in un’area urbana e facilmente raggiungibile, il DFAE ha scelto il Bürgenstock in quanto la sua posizione geografica permette la migliore sicurezza possibile. Infatti per l'incontro che si svolge in un forte contesto di tensione internazionale è stato messo in atto un ingente dispositivo di sicurezza, che coinvolge le forze di polizia cantonali e federali. Anche l'esercito è coinvolto: il Consiglio federale ha approvato l’impiego di un effettivo di 4000 militari in servizio di appoggio per le autorità cantonali di Nidvaldo, materiale e veicoli. Le forze armate svizzere avranno nello specifico dei compiti di protezione delle infrastrutture, di sorveglianza, di ricognizione e di logistica. Inoltre le Forze aeree garantiranno un servizio di polizia aerea e una sorveglianza rafforzata dello spazio aereo con dei caccia F/A-18: già da giovedì e fino a lunedì l’uso dello spazio aereo nella Svizzera centrale è limitato.
E quanto costa tutto questo?
Come riporta il DFAE è stato fissato in generale un limite massimo tra i 10 e i 15 milioni di franchi. E vista l'eccezionalità del vertice, la Svizzera coprirà l'80% dei costi per garantirne la sicurezza. Lo ha deciso il Consiglio federale classificando la conferenza come evento straordinario, che implica un contributo da parte della Confederazione per l'imponente dispositivo di sicurezza come appena descritto. I costi esatti saranno resi noti alla fine del summit.

