
Ha preso il via proprio oggi a Friburgo il primo festival svizzero della fondue. Per quattro giorni sarà presente una struttura in pieno centro, dove poter degustare tutte e 14 le fondue proposte, per un totale di 220 grammi.
Un pasto secolare
“Da centinaia di anni abbiamo questi due formaggi: il gruyère e il vacherin”, spiega Dominique de Buman, presidente del comitato organizzatore, “la produzione della fondue è documentata da tantissimo tempo, fuori dalle case e sugli alpeggi. Quello che è cambiato è che questi due formaggi hanno seguito un percorso parallelo di eccellenza e certificazione: oggi, quindi, da prodotti quotidiani sono diventati prodotti d’eccellenza culinaria e si sono sviluppati non solo a livello cantonale, ma a livello svizzero”.
Una specialità sempre più ticinese, ma la siccità non ha aiutato
Friburgo festeggia quindi il suo prodotto di punta. Prodotto che, da diversi anni, è diventato anche ticinese. A produrla c’è infatti il Caseificio del Gottardo, “che da oltre 125 anni fa parte di questo mercato”, ci ha spiegato Alessandro Corti, direttore LATI e Caseificio dimostrativo del Gottardo. “Il nostro ristorante è proprio riconosciuto per la fondue e siamo probabilmente l’unica fondue sul mercato che si può pregiare col marchio Ticino”. Allargando lo sguardo sul settore, non è un segreto che ci siano state difficoltà nel foraggio a causa della siccità, avendo ripercussioni anche sul latte. “Abbiamo avuto una stagione estiva sicuramente asciutta e con un periodo non ideale per il foraggio”, spiega Corti, aggiungendo che la qualità e la quantità del foraggio “non è come gli altri anni e sicuramente pensiamo che ci sarà meno latte durante il periodo invernale, ma potremo tirare le somme solo nel primo trimestre dell’anno prossimo”. A peggiorare ulteriormente la situazione c’è anche l’aumento generale dei prezzi. “L’aspetto dei costi in questo momento non è da sottovalutare: l’intera filiera del latte ticinese soffre anche per situazioni ed eventi difficilmente influenzabili da parte nostra”. A titolo d’esempio Corti cita il turismo degli acquisti, “che, abbiamo visto nell’ultimo periodo, si è accentuato. C’è tutto un tema di produttori di latte che ad oggi fanno fatica, e i trasformatori soffrono con loro. Sarà difficile pensare che se la situazione continua in questo trend il prezzo del latte e dei suoi derivati non possa crescere”

