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Al via a Bellinzona il processo alla «principessa»
© CdT/Chiara Zocchetti
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Ats
5 ore fa
Le accuse nei confronti di Gulnara Karimova, figlia maggiore dell'ex presidente uzbeko Islam Karimov, sono di riciclaggio di denaro, amministrazione infedele, corruzione e di essere a capo di un'organizzazione criminale denominata «Office»

Si è aperto oggi davanti al Tribunale penale federale (TPF) a Bellinzona il processo nei confronti di Gulnara Karimova, figlia maggiore dell'ex presidente uzbeko Islam Karimov. Le accuse nei suoi confronti sono di riciclaggio di denaro, amministrazione infedele, corruzione e di essere a capo di un'organizzazione criminale denominata «Office».

C'è anche la banca ginevrina

Sul banco degli imputati figurano anche un ex gestore patrimoniale di Lombard Odier e la stessa banca privata ginevrina, entrambi perseguiti per riciclaggio di denaro. Fra gli imputati c'è anche l'ex braccio destro di Karimova, accusato in particolare di riciclaggio di denaro aggravato, corruzione e falsità in documenti.

Centinaia di milioni di euro e dollari

A Karimova, un tempo ambasciatrice dell'Uzbekistan all'ONU a Ginevra, viene contestato di aver fatto aprire conti bancari presso istituti finanziari svizzeri tramite prestanome. L'ammontare dei fondi che vi sarebbero stati versati, per poi essere trasferiti in modo da nasconderne l'origine criminale, ammonterebbe a centinaia di milioni di euro e dollari.

Il denaro incriminato proverrebbe da tangenti. Vista la sua posizione di rilievo nel governo uzbeko, Karimova avrebbe infatti preteso e ricevuto bustarelle da società di telecomunicazioni in cambio dell'accesso al mercato nazionale, secondo il Ministero pubblico della Confederazione (MPC). Quest'ultimo la persegue a questo titolo per amministrazione infedele e corruzione passiva.

Le accuse alla banca

Alla banca privata ginevrina la procura federale contesta di aver accolto parte dei fondi provenienti dalle attività criminali dell'«Office». Secondo l'accusa, l'istituto non avrebbe adottato tutte le misure organizzative necessarie per impedire gli atti di riciclaggio.

Lombard Odier non avrebbe controllato a sufficienza le attività del proprio gestore patrimoniale. Quest'ultimo avrebbe aperto tra il 2008 e il 2012 nove conti per vari aventi diritto uzbeki, pur sapendo perfettamente che l'unica beneficiaria di tali conti era Karimova.

Il processo dovrebbe durare un mese e la sentenza è attesa per la fine di maggio.