
Alcuni giorni fa, alcuni cartelloni pubblicitari appartenenti a una campagna pubblicitaria ginevrina che chiede la "liberazione" della provincia pachistana del Belucistan hanno suscitato l'ira di Islamabad, creando tensione diplomatica tra Pakistan e Svizzera. Secondo Islamabad, gli autori dei manifesti apparterrebbero a un gruppo affiliato all'Esercito di liberazione del Belucistan, che vuole l'indipendenza della provincia ed è considerato come un movimento "terrorista" dal governo pachistano. Per questo motivo, le autorità pachistane hanno convocato l'ambasciatore svizzero a Islamabad ed esigono il ritiro dei manifesti in questione.
Come riferisce il Blick, ieri migliaia di manifestanti sono scesi in strada per esprimere la loro rabbia nei confronti della campagna pubblicitaria svizzera e più in generale del Governo svizzero, accusato di non esservisi opposto. Nelle città di Sui, Dera Bugti e Zhob vengono pronunciate parole pro Pakistan e bruciate le bandiere svizzere in segno di protesta. Ricordiamo che già qualche giorno fa il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha confermato che il suo ambasciatore era stato convocato a inizio settimana dal ministero pachistano degli Affari esteri nel quadro di questa vicenda. Al momento sembra che la situazione stia ancora peggiorando.
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