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Svizzera
Aiuto sociale: stabilità nazionale ma grosse differenze cantonali
Redazione
15 anni fa

Nel 2010 in Svizzera il 3% della popolazione ha beneficiato di prestazioni di aiuto sociale. A livello nazionale questo tasso è rimasto invariato rispetto al 2009, mentre si sono registrate importanti differenze a livello cantonale e comunale. Lo indica oggi in una nota l'Ufficio federale di statistica (UST). Nel 2010 l'aiuto sociale ha garantito il minimo vitale - totalmente o parzialmente - a 231'046 persone. Ciò corrisponde a un aumento di 1000 persone ma, visto che la popolazione è aumentata, il tasso è rimasto fermo al 3%. In linea generale i cantoni urbani - come Basilea Città, Ginevra e Zurigo - la cui struttura demografica presenta più famiglie monoparentali, stranieri non diplomati e disoccupati, hanno fatto segnare tassi più elevati rispetto a quelli rurali, in particolare della Svizzera centrale e orientale. Diversi cantoni romandi - Neuchâtel (6,5%), Vaud (5%), Ginevra (3,7%) - presentano tassi superiori alla media nazionale. A questi si affiancano Basilea Città (5,5%), Berna (4,1%), Zurigo (3,2%) e Soletta (3,1%). Sotto la media ci sono invece Ticino (1,8%) e Grigioni (1,1%); Nidvaldo e Obvaldo registrano il tasso più basso, 1%. Nel suo comunicato, l'UST rileva pure che ci sono differenze significative fra cantoni in materia di prestazioni anteposte all'aiuto sociale, come l'anticipo degli alimenti, gli assegni per genitori e di maternità, l'indennità per l'alloggio o gli aiuti ai disoccupati. Ciò influisce sul numero di persone che ricorrono a prestazioni sociali. L'UST rileva inoltre che sempre meno beneficiari dell'aiuto sociale riescono ad uscire da questa dipendenza: il tasso di coloro che hanno interrotto i sussidi grazie al miglioramento della situazione occupazionale è infatti sceso dal 35,4% nel 2008 al 31,4% nel 2010. ATS

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