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Svizzera
Aiuto sociale e pandemia, “nessuna esplosione”
Redazione
5 anni fa
L’anno scorso si è infatti registrato solo un leggero aumento dello 0,5%, ma la pandemia ha portato a galla alcune mancanze del sistema

Al contrario di quello che si temeva, il coronavirus non ha fatto esplodere il numero di dossier depositati all’aiuto sociale. L’anno scorso si è infatti registrato solo un leggero aumento dello 0,5%. La pandemia ha comunque portato a galla alcune mancanze del sistema, rivela uno studio. La crisi sanitaria ha tutt’al più fermato la tendenza al ribasso osservata negli ultimi anni, indica in un comunicato odierno l’Iniziativa delle città per la politica sociale, una costola dell’Unione delle città svizzere che rappresenta gli interessi di una sessantina di centri urbani del Paese. Il massiccio incremento tanto paventato non si è però concretizzato.

Soccorsi finanziari
A monte dell’aiuto sociale, le assicurazioni sociali e altri sostegni stanziati da Confederazione, cantoni e comuni hanno impedito che la popolazione vi facesse ricorso in massa. Tali soccorsi finanziari hanno permesso di assicurare il minimo vitale alla maggior parte delle persone toccate dalla crisi. Malgrado ciò, la pandemia ha mostrato come certi gruppi di popolazione sfuggano alla rete di protezione sociale. A testimoniarlo sono le lunghe file della primavera 2020 per accaparrarsi viveri gratuiti. Fra questi si trovano in particolare degli stranieri, che accedendo all’aiuto sociale potrebbero perdere il loro permesso di dimora o di domicilio. Il sistema va quindi adattato di conseguenza, scrivono gli autori dello studio. Chi fa ricorso all’aiuto sociale è a sua volta minacciato di finire nell’indigenza, anche dopo essere uscito dal sistema. La ricerca illustra in effetti come la metà di essi faccia in un secondo momento di nuovo richiesta per questo sostegno. Esistono dunque categorie che si impantanano nella povertà e che vivono in una perenne situazione precaria al limite del minimo vitale. Il confronto degli indicatori dell’aiuto sociale, realizzato dall’Iniziativa delle città per la politica sociale e dall’Alta scuola bernese specializzata, documenta da 22 anni gli sviluppi in 14 centri svizzeri sulla base dei dati dell’Ufficio federale di statistica (UST). Le città analizzate accolgono circa un quarto dei beneficiari registrati nella Confederazione.

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