
La Svizzera ha destinato lo scorso anno 2,21 miliardi di franchi all'aiuto pubblico allo sviluppo, una cifra che rispetto al 2007 risulta in crescita del 9%. L'incremento, si legge in una nota del Dipartimento federale degli affari esteri, si spiega con il forte aumento dei costi fatti registrare nell'assistenza ai richiedenti l'asilo. Gli investimenti più consistenti spettano alla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), che nel 2008 ha versato 1,36 miliardi di franchi (1,34 miliardi nel 2007). In calo le cifre relative all'aiuto allo sviluppo (da 973,8 a 966,8 milioni di franchi), mentre la spesa per l'assistenza ai richiedenti l'asilo è salita da 182,9 a 283,1 milioni. Espresso in percentuale rispetto al Prodotto interno lordo, sceso lo scorso anno del 2,4% in considerazione della crisi economica, l'aiuto pubblico allo sviluppo è salito dallo 0,37% allo 0,41%. Il dato è però contestato da "Alliance Sud", che rimprovera ai servizi di Micheline Calmy-Rey di gonfiare artificialmente le statistiche: nel calcolo - ha detto un portavoce - vengono infatti integrati anche le remissioni di debito e i costi degli "asilanti", che "non hanno nulla a che vedere con l'aiuto ai paesi più poveri". Senza queste voci - ha aggiunto - la percentuale rispetto al Pil si attesterebbe allo 0,34%, e non allo 0,41%, che è comunque ben lontano dall'obiettivo delle Nazioni Unite fissato allo 0,7%. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

