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Svizzera
"Aiuti sociali facili ai jihadisti? Basta!"
"Aiuti sociali facili ai jihadisti? Basta!"
"Aiuti sociali facili ai jihadisti? Basta!"
Redazione
7 anni fa
Lorenzo Quadri chiede al Governo di modificare la legge per rendere più difficile l'accesso ai migranti agli aiuti sociali

Tramite una mozione, il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri chiede al Consiglio federale di formulare delle proposte di modifiche legislative affinché l’accesso dei migranti all’aiuto sociale venga reso più difficile "onde diminuire l’attrattività del nostro paese per islamisti, jihadisti, radicalizzatori e figure analoghe".

"Da uno studio recentemente realizzato dall’Alta scuola di scienze applicate di Zurigo (ZHAW) - scrive Quadri nella mozione - sulla base di 130 profili di estremisti islamici registrati in Svizzera, emerge che il 40% di essi sono a carico dell’aiuto sociale in varie forme, compreso l’aiuto ai rifugiati. Il dato conferma, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, che, tra i troppi migranti economici che giungono nel nostro Paese, si nascondono jihadisti, oltre che delinquenti comuni".

"Da tempo gli esperti ammoniscono che, a livello internazionale, la facilità d’accesso degli immigrati agli aiuti sociali costituisce un fattore di rischio per quanto attiene all’arrivo nei singoli Paesi europei di miliziani dell’Isis e di analoghe associazioni criminali - sottolinea il deputato -. Gli Stati dall’ 'aiuto sociale facile' agli stranieri, tra i quali figura la Svizzera, diventano particolarmente attrattivi come meta e residenza per jihadisti. I quali, mantenuti dall’ente pubblico, senza bisogno di lavorare, possono dedicare il proprio tempo alla radicalizzazione ed al reclutamento".

"Il problema - spiega Quadri - ora ufficialmente riconosciuto dallo studio realizzato dalla ZHAW, deve essere finalmente affrontato. Il concetto di non discriminazione non può continuare a fungere da paravento per non agire, ottenendo così il risultato di trasformare la Svizzera nel Paese del Bengodi per estremisti islamici. Con tutte le conseguenze del caso per la sicurezza pubblica. A maggior ragione in considerazione del fatto che il Consiglio federale, così come pure le maggioranze politiche, rifiutano ostinatamente di vietare i finanziamenti estere alle moschee ed ai centri culturali islamici, pur essendo accertato che questi finanziamenti servono a promuovere la radicalizzazione nel nostro Paese".

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