Svizzera
Aiuti caro-energia, Maurer: “Non abbiamo soldi”
3 mesi fa
Il consigliere federale è contrario alle misure per sgravare le economie domestiche in relazione all’aumento dei prezzi dell’energia

“Non abbiamo soldi”. A dirlo è il consigliere federale Ueli Maurer in merito a misure per sgravare le economie domestiche in relazione all’aumento dei prezzi dell’energia. “Non abbiamo soldi per ciò”, ha dichiarato il ministro delle finanze in un’intervista pubblicata oggi dai giornali Tamedia.

“Non c’è necessità di agire”
Simili misure non sono necessarie con un’inflazione del 2,5%, ha sostenuto il 71enne. Anche per quanto riguarda il prezzo della benzina egli non vede necessità di agire: “nella ricca Svizzera è sopportabile”. A inizio aprile il Consiglio federale aveva creato un gruppo di lavoro incaricato di verificare se servano misure per alleviare la pressione sulle economie domestiche.

In vista la recessione
Maurer teme comunque un indebolimento congiunturale. “Credo che una recessione si stia avvicinando. Quanto sarà grave dipenderà da quanto durerà la guerra in Ucraina. E dai prezzi dell’energia.”

La neutralità?
Il consigliere federale si è anche espresso in merito alla posizione della Svizzera nel conflitto e all’adozione delle sanzioni dell’Unione europea. Per quanto concerne la questione della neutralità sono stati causati danni alla reputazione della Confederazione. “In molti si chiedono come intendiamo andare avanti con la neutralità. Ciò nuoce alla piazza economica elvetica”. Alla fin fine si è trattato di un problema di comunicazione, ha aggiunto il democentrista. “In realtà non ci scostiamo molto da quanto abbiamo sempre fatto. Tuttavia, ciò viene messo in dubbio a livello mondiale.” E correggere la percezione della Svizzera all’estero è difficile.

“Bisognerà tornare a parlarsi”
In merito al conflitto Maurer ha anche sostenuto che “al momento abbiamo una posizione unilaterale”. Al Forum economico mondiale (WEF) di Davos egli sente però spesso dire che non bisogna tagliare tutti i ponti con la Russia, perché la Russia non è solo Vladimir Putin. “E un giorno la guerra sarà passata”. “Uno spiraglio deve restare aperto, di modo che si possa tornare a parlarsi”, ha affermato.

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