
La perdita di un figlio e l’angoscia di non sapere nemmeno come pagargli il funerale. È la realtà di Regula Keller, 54 anni, il cui figlio 16enne Fabian è morto nell’incendio dell’autobus postale a Kerzers, nel canton Friburgo. Oggi, si legge sulle pagine del Blick, al dolore si aggiunge la preoccupazione economica. Keller vive di assistenza sociale e denuncia: nessun aiuto è arrivato dalla Confederazione.
La decisione del Legislativo
Una situazione che solleva interrogativi, soprattutto alla luce di quanto deciso ieri a Berna. Il Parlamento federale ha infatti approvato con urgenza una legge che prevede un contributo di solidarietà di 50mila franchi per le vittime dell’incendio di Capodanno al «Constellation» di Crans-Montana, costato la vita a 41 persone e il ferimento grave di 115. Ma perché in un caso sì e nell’altro no? «Alla fine si è agito così per tutta una serie di ragioni, non da ultimo il numero di persone coinvolte, che fa sì che debbano essere date delle risposte straordinarie, anche in termini procedurali, come già stato ad esempio in passato per l'attentato di Luxor», spiega a Ticinonews il consigliere nazionale Plr Simone Gianini.
Chiesa: «Rischiamo di non saper più gestire la situazione»
Non è mancato però, all’interno della discussione alle Camere, il dibattito circa il fatto che la solidarietà non dovrebbe dipendere dalla scala dell’evento. «La tragedia di Crans-Montana ci ha confrontati con un dilemma fra quella che era l'onda emotiva di questa enorme disgrazia, e anche la razionalità», rileva il consigliere agli Stati democentrista Marco Chiesa. «All'interno del partito si è discusso su come aiutare, ma senza creare precedenti». Con le scelte che sono poi intervenute «si è generata fondamentalmente un'ingiustizia, anche nei confronti delle vittime del passato. Si è inoltre aperto un vaso di Pandora anche per tutte quelle che saranno le vittime del futuro. E qui, a mio modo di vedere, rischiamo di non saper più gestire la situazione».
Gianini: «I bisogni immediati sono comunque anticipati dall'ente pubblico»
Un tema sicuramente delicato quello delle vittime che, conferma Gianini, riceveranno in ogni caso l’assistenza da parte del Cantone. «La legge sull'aiuto alle vittime in caso di reati, quindi anche per il dramma di Kerzers, trova applicazione» conferma il deputato Plr. «Tutti questi bisogni immediati di sostegno, laddove la posizione della famiglia non arriva, sono comunque anticipati da parte dell'ente pubblico, in misura qui ben sopportabile, poiché il numero di persone coinvolte è inferiore». Assolutamente, però, «non devono esserci vittime di serie A e di serie B». Eppure, nel caso di Crans-Montana, qualcosa è cambiato. «Tutte le decisioni prese qui alle Camere, un domani potranno essere, come dire, richiamate per altre tragedie», annota Chiesa. «E, purtroppo, non vedo come potremmo dire che una è una catastrofe di serie A e un’altra di serie B».

