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Svizzera
Aiutavano connazionali ma poi li costringevano a delinquere
Redazione
12 anni fa
Una coppia Rom faceva giungere le persone a Ginevra dove dovevano prostituirsi, rubare e darsi all'accattonaggio. Storia inventata da un gruppo rivale, sostiene la difesa.

Una coppia di Rom, 44 anni lui e 42 lei, saranno processati a Ginevra. Sono accusati di aver aiutato degli altri Rom, fra il 2012 e il 2013, a raggiungere la Svizzera e di aver chiesto in cambio soldi da procurarsi prostituendosi, con l’accattonaggio oppure rubando.

La difesa sostiene che i due siano invece stati molto gentili e che abbiano richiesto solo il rimborso delle spese del viaggio. In un’ipotesi al limite del film giallo, sostengono come l’accusa sia stata una storia inventata ad arte da un gruppo Rom rivale.

Il pubblico ministero chiede una pena di tre anni, di cui almeno 18 mesi in carcere.

La coppia non si è mai presentata in tribunale, e afferma di pregare Dio affinché sia fatta giustizia, oltre a chiedere di poter riabbracciare la figlia che non ha più visto dal momento dell’arresto, ormai 462 giorni fa.

Comunque si concluda la vicenda, è una storia che apre uno squarcio, se ancora ce ne fosse bisogno, sulla disperazione di gente disposta a tutto per cercare un futuro migliore lontano dal proprio paese, una realtà non distante da quella di chi sale su un barcone senza sapere se arriverà a destinazione. Immancabile protagonista, colui che sfrutta la miseria altrui. Appare un cliché, purtroppo, già visto, anche se sarà il tribunale di Ginevra a decidere se i due Rom fanno o no parte di questa categoria.

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