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Svizzera
"Aiutare un bisognoso non è un reato"
"Aiutare un bisognoso non è un reato"
"Aiutare un bisognoso non è un reato"
Redazione
7 anni fa
Il presidio della Conferenza dei vescovi svizzeri si esprime sui soggiorni illegali e i compiti della Chiesa

Aiutare un bisognoso non è un reato. A ribadirlo è il presidio della Conferenza dei vescovi svizzeri, che ha deciso di sostenere l'iniziativa parlamentare "Basta con il reato di solidarietà", depositato dalla consigliera nazionale Lisa Mazzone (Verdi) e che passerà a breve all'esame delle Camere federali. L'iniziativa chiede di modificare l'articolo 116 della legge federale sugli stranieri (LStr) affinché la persona che presta assistenza non sia punibile "se i motivi sono onorevoli".

Il presidio osserva infatti "con inquietudine" la crescente messa in atto di misure legali contro persone che ne aiutano altre nel bisogno: "Ancora recentemente sono state punite persone che hanno fornito protezione e sostegno a persone in difficoltà senza tener conto del loro permesso legale di soggiorno" scrive il presidio in una nota. Ma aiutare chi ha bisogno "fa parte dei compiti fondamentali delle Chiese. E’ un’assistenza che oltrepassa il mero ambito della copertura e della protezione giuridiche". 

Secondo il presidio della Conferenza dei vescovi svizzeri il compito della Chiesa non si esaurisce nell'osservanza delle leggi: "La prassi dell’asilo, inasprita negli ultimi anni, spinge un numero crescente di richiedenti asilo e rifugiati verso il soccorso d’urgenza" si legge nella nota. "La Svizzera rifiuta loro l’accesso a programmi di formazione e integrazione, al mercato del lavoro e a un’esistenza degna di questo nome al riparo da povertà, tirannia e conflitti bellici. In tale stato d’emergenza, le Chiese costituiscono un appiglio importante, perché offrono alle persone nel bisogno una protezione conseguente, accompagnandole sul loro difficile percorso di vita. Anche le parrocchie e i singoli cercano di sostenere queste persone nel limite delle loro possibilità. In tale atteggiamento non contano le considerazioni sul permesso legale di soggiorno. L’agire della Chiesa si posiziona sulla concreta situazione di bisogno in cui versano queste persone, e non sul permesso legale di dimora".

Secondo l’articolo 116 della Legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrl), è punibile chiunque facilita il soggiorno illegale di uno straniero o di una straniera: "Proprio di recente si è visto che basta l’offerta di protezione o alloggio per incorrere nel reato" rileva ancora il presidio, secondo cui nei casi osservati il prestare aiuto risultava "da motivi di tutto rispetto".

"Tra il diritto e la legge da una parte, la giustizia dall’altra, intercorre da sempre una tensione irrisolvibile. Essa è percepibile anche nella prassi, testata su secoli, dell’asilo dato dalla Chiesa. Il suo compito infatti non si esaurisce nell’osservanza delle leggi. E’ suo compito anche affiancare i poveri, i fuggiaschi, gli emarginati, dare una casa ai senzatetto – indipendentemente, ripetiamo, dal loro permesso legale di dimora" conclude la nota. 

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