
La Svizzera dovrebbe rafforzare le campagne di prevenzione dell'Aids fra gli omosessuali, stando agli esperti internazionali che hanno realizzato uno studio per conto dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). "Il tasso di contagio fra gli uomini che hanno relazioni sessuali con altri uomini in Svizzera è tre volte più elevato rispetto all'estero", ha detto oggi alla stampa Rolf Rosenbrock. Il professore berlinese che ha coordinato il gruppo di esperti raccomanda quindi la creazione di un organismo incaricato delle campagne di prevenzione fra i gay. Il rapporto chiede inoltre di meglio studiare il messaggio destinato ai migranti che hanno un taso di contagio elevato visto che tornano più spesso nel loro paese d'origine rispetto al passato. La Svizzera dovrebbe pure mettere in atto un vera e propria strategia nel settore dei test. Bisogna decidere una volta per tutte chi deve subite un test e dopo quale tipo di comportamento a rischio. Attualmente manca una linea di condotta unica sul piano nazionale per i medici e le associazioni che devono consigliare i pazienti. Gli esperti auspicano anche un maggiore coordinamento fra gli organismi attivi in questo settore. Il rapporto denuncia il "management della routine" e "l'assenza di innovazione" legate a problemi istituzionali. "Cercheremo di tener conto delle raccomandazioni degli esperti nell'elaborazione del programma nazionale HIV e Aids 2011 - 2015", ha indicato Roger Staub, capo della divisione Aids all'UFSP. In attesa del nuovo programma, il Consiglio federale ha prorogato per gli anni 2009 e 2010 le linee direttive del precedente programma quinquennale. ATS
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