
I 25 anni della campagna "Stop Aids" hanno permesso di evitare una generalizzazione dell'epidemia in Svizzera. La Confederazione vuole anche contribuire a migliorare la situazione all'estero, ha detto il consigliere federale Alain Berset ad un convegno a Zurigo. La campagna sull'Aids ha insegnato alla popolazione a non stigmatizzare e discriminare le persone toccate dalla malattia, ha affermato questa sera il capo del Dipartimento federale dell'interno (DFI) nel corso della tavola rotonda organizzata dall'Aiuto Aids svizzero e dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). A livello mondiale resta tuttavia ancora molto da fare. Berset ha ad esempio ricordato che in molti paesi la prostituzione è considerata un crimine e il consumo di stupefacenti è punito severamente. In 76 nazioni i rapporti omosessuali fra persone adulte consenzienti sono punibili e 47 fra nazioni e regioni non concedono il permesso di entrata o di soggiorno a persone sieropositive. Secondo Berset, questi aspetti del problema possono essere affrontati in modo attivo dalla DSC, ad esempio inserendo il principio della non discriminazione fra i criteri vincolanti per i progetti di aiuto finanziati dalla Svizzera. Numerosi dati scientifici mostrano che il rispetto dei diritti dell'uomo, combinato con l'accesso alle misure di prevenzione e alle cure, permette di risolvere il problema, ha proseguito il consigliere federale. ATS
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