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"Ai jihadisti l'assistenza conviene, hanno tanto tempo libero"
"Ai jihadisti l'assistenza conviene, hanno tanto tempo libero"
"Ai jihadisti l'assistenza conviene, hanno tanto tempo libero"
Redazione
9 anni fa
L'ex delegato all'integrazione di Basilea Città Thomas Kessler propone un inasprimento del regime attuale

Il caso dell’imam radicale Abu Ramadan, balzato agli onori della cronaca per aver beneficiato di più di 600'000 franchi di aiuti sociali nonostante nelle sue prediche inneggiasse alla distruzione dei nemici dell’islam, ha rilanciato il dibattito sulle prestazioni sociali erogate a persone legate al fondamentalismo islamico.

In un’intervista rilasciata lunedì alla Neue Zürcher Zeitung il presidente della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) Hans-Jürg Käser aveva proposto di revocare l’assistenza “a chi sgarra”, limitando gli aiuti sociali al solo soccorso d'emergenza.

La necessità di un cambio di paradigma è stata evidenziata anche dall’ex delegato all'integrazione di Basilea Città Thomas Kessler, secondo cui lo Stato sociale svizzero "è molto attrattivo" per i jihadisti. Il motivo? Non vengono posti sufficienti paletti e questi soggetti hanno dunque “molto tempo libero” da dedicare al proselitismo oppure ad altre attività legate all’islam radicale.

Ad oggi, ha spiegato Kessler al quotidiano zurighese, manca ancora una cooperazione efficiente tra le autorità comunali e cantonali e può volerci molto tempo prima che a una persona sospettata di attività estremiste venga ridotta o revocata l’assistenza.

L’ex delegato basilese propone una soluzione per arginare il fenomeno: rafforzare l’obbligo di frequenza di corsi di lingua o di integrazione. Ci sgarra si vedrebbe non solo ridurre le prestazioni assistenziali del 30% ma verrebbe anche costretto a dipendere esclusivamente dal soccorso d’emergenza. “In questo modo i jihadisti avrebbero molto meno tempo libero da dedicare alle loro attività e l’assistenza svizzera diventerebbe molto meno attrattiva per loro”.

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