
Seguendo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il Consiglio federale ha deciso questa sera di innalzare anche in Svizzera al sesto e massimo livello la fase di allerta di rischio di pandemia per la nuova influenza A/H1N1. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) non vede però ragioni per prendere nuove misure nella Confederazione.La situazione attuale non lo richiede, ha affermato Thomas Zeltner, direttore dell'UFSP, in una conferenza stampa. Vista l'evoluzione della malattia a livello internazionale, la decisione odierna dell'Oms non costituisce a suo avviso una sorpresa.Finora si sono registrati in Svizzera 20 casi di malattia: 19 persone si sono infettate all'estero; solo una donna ha assunto il virus in patria, molto probabilmente da una persona di ritorno dagli Stati Uniti. Altri 19 casi sono ancora sotto esame, ha precisato Zeltner, rallegrandosi del fatto che finora, con una sola eccezione, "siamo riusciti a limitare la malattia a persone arrivate da regioni infette".L'UFSP rinuncia per ora a emanare raccomandazioni di viaggio per Messico, Canada e Stati Uniti. "Non ha senso disdire viaggi e chiudere le frontiere", ha affermato Zeltner.L'UFSP continua a seguire attentamente la situazione e adatterà le proprie raccomandazioni all'evoluzione della pandemia. Attualmente per la popolazione non vi è alcun rischio supplementare. Zeltner ha definito "moderata" l'attuale forma influenzale: la maggior parte dei casi si risolve anche senza trattamento medico.Il direttore dell'UFSP pensa che "nei prossimi giorni e settimane i casi certamente aumenteranno" e che l'ondata pandemica presto o tardi raggiungerà anche la Svizzera. Tuttavia, al momento attuale, non è possibile formulare previsioni dato che i virus influenzali hanno un alto potenziale di mutazione. Comunque per ora il virus A/H1N1 ha provocato solo sintomi di poco conto sulle persone ammalate.ATS
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