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Svizzera
AG: truffa ASE Investment, ex direttore condannato a 9 anni
Redazione
10 anni fa

Nove anni di prigione per l'ex direttore della società ASE Investment: questa la pena fissata dal Tribunale distrettuale di Laufenburg (AG) per l'imputato principale al processo per una frode che ha fatto perdere 170 milioni di franchi a 2500 investitori. Il 50enne, che si trova in carcere dal 2012, è stato riconosciuto colpevole di truffa per mestiere, amministrazione infedele e ripetuta falsità in documenti. La pubblica accusa ha richiesto nei suoi confronti una condanna a 11 anni, mentre la difesa si è battuta per una riduzione della pena a 4 anni. Nel processo, che per motivi di spazio si è tenuto in una sala del centro della protezione civile a Eiken (AG), il tribunale ha inoltre condannato l'ex presidente del consiglio d'amministrazione della società, oggi 43enne, a 5 anni di prigione per le accuse di amministrazione infedele e cattiva gestione. Per lui la pubblica accusa ha richiesto una pena di 7 anni, mentre la difesa chiedeva il proscioglimento. Un ex consulente della Banca cantonale di Basilea (BKB), oggi 53enne, è stato condannato a 18 mesi con la condizionale per complicità in truffa per mestiere. L'accusa ha richiesto nei suoi confronti 3 anni, la difesa l'assoluzione. L'imputato principale ha ammesso fin dall'inizio dell'inchiesta gli addebiti che gli sono stati mossi e nel corso del dibattimento ha cercato di scaricare i coimputati da ogni responsabilità. La ASE Investment - la sigla stava per "Anlage, Sicherheit, Ertrag", vale a dire investimento, sicurezza e rendimento - era una società di amministrazione patrimoniale con sede giuridica a Engelberg (OW) e uffici a Frick (AG). L'impresa offriva ai clienti la possibilità di fare affari sul mercato delle divise e prometteva rendimenti fino al 18%. Dal processo è emerso che l'ex direttore si è fatto versare fino a 10 milioni di franchi di indennizzi. I soldi sborsati dagli investitori finivano su conti della BKB, ma rimanevano a completa disposizione della ASE Investment. La società faceva in modo che i clienti non ricevessero gli estratti conto, riuscendo così a nascondere le perdite e mostrando rendimenti fittizi. L'inchiesta si è rivelata lunga e complessa, con addentellati all'estero e circa 2500 vittime conosciute, di cui 639 si sono costituite accusatori privati. Alla fine gli atti sono stati riuniti in 448 raccoglitori, condensati in un atto d'accusa che raggiunge le 192 pagine. La gran parte dei 170 milioni di franchi sono andati persi. Il bubbone è scoppiato nell'aprile 2012, dopo le denunce penali inoltrate dalla BKB e da diversi privati. La BKB - una delle banche coinvolte - non ne era peraltro uscita molto bene: l'istituto era stato ammonito dalla FINMA, l'autorità di vigilanza sui mercati finanziari, e lo scandalo aveva portato alle dimissioni del presidente della direzione Hans Rudolf Matter e all'allontanamento di alcuni dipendenti.

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