
Nel caso della bimba di quattro anni morta a fine dicembre dopo essere stata rimandata a casa dall'ospedale cantonale di Aarau, dove era stata portata d'urgenza dai genitori, non sono stati violati obblighi di diligenza. È la conclusione cui giunge l'istituto di medicina legale di Berna. In base alla perizia, a posteriori la diagnosi emessa dal medico curante, ossia un'infezione virale non pericolosa, si è rivelata errata, ha comunicato oggi il ministero pubblico di Soletta, cantone in cui viveva la piccola, deceduta in realtà per una setticemia. Dal punto di vista clinico e della medicina legale, la diagnosi è però avvenuta in modo coscienzioso e nel rispetto delle regole della medicina. Non vi sono quindi indizi di una violazione degli obblighi di diligenza. Il ministero pubblico ritiene quindi il caso chiuso, ha detto all'ATS il capo procuratore pubblico Matthias Welter. La famiglia della vittima può tuttavia ancora prendere posizione sulla perizia ed eventualmente chiede l'avvio di un procedimento penale. L'avvocatessa dei genitori esprime severi rimproveri nei confronti del ministero pubblico. La famiglia chiederà un'inchiesta penale "formalmente corretta", ha indicato. Poiché non si può escludere un errore dei medici, il ministero pubblico avrebbe dovuto aprire fin dall'inizio un'inchiesta penale, cosa che si era rifiutato di fare. ATS
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