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Afghanistan, impegno elvetico nel paese deve continuare
Immagine Shutterstock
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Keystone-ats
5 anni fa
È quanto propone la Commissione di politica estera del Consiglio nazionale mediante una mozione in tal senso

La Svizzera deve intensificare gli sforzi per promuovere la stabilità in Afghanistan e rafforzare i diritti umani, liberando se necessario ulteriori mezzi finanziari. È quanto propone la Commissione di politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) mediante una mozione in tal senso. Stando a una nota odierna dei servizi parlamentari, la CPE-N si è occupata approfonditamente della situazione attuale in Afghanistan e delle possibilità d’azione della Svizzera, in particolare nel settore dell’aiuto umanitario e dell’accoglienza dei rifugiati.

Tenuto conto della situazione in loco, il governo è invitato a intensificare i suoi sforzi per promuovere la stabilità nella regione e rafforzare i diritti umani. Se necessario, dovrà inoltre essere sottoposto al Parlamento un credito aggiuntivo per l’aiuto umanitario in Afghanistan. In merito alla situazione nel Paese asiatico, caduto in mano ai Talebani, la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha espresso ieri l’auspico, nel corso di un Consiglio straordinario dei ministri dell’interno degli Stati Schengen, di un approccio coordinato delle Nazioni europee sulla crisi afghana.

Circa l’accoglienza dei profughi, la consigliera federale ha ricordato che la Confederazione ha già approvato programmi di reinsediamento per 1900 persone per il 2022 e il 2023. Se necessario, ciò potrebbe essere ridefinito. La cosa più importante tuttavia ora è un’altra, ovvero aumentare gli aiuti in loco e sostenere le persone più vulnerabili, come donne, ragazze e bambini, secondo la ministra di giustizia e polizia. La situazione umanitaria è infatti preoccupante. Il 20 agosto scorso, rappresentanti del PS, dei Verdi e dell’associazione Asylex avevano lanciato un appello affinché la Confederazione accogliesse un maggior numero di profughi (almeno 10 mila).

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