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Berna
Adozioni internazionali, si riparte da zero
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Ats
7 ore fa
Tenuto conto del clima poco propizio, il Consiglio federale ha preferito fare un passo indietro, proponendo il 21 maggio dello scorso anno un progetto che prevede due varianti: la cessazione delle adozioni internazionali e una riforma completa del sistema

Il Consiglio federale dovrà rivedere l'idea originaria di vietare le adozioni internazionali, estendendo il dibattito a una riforma complessiva del quadro legale su questo aspetto.

È il parere del Consiglio degli Stati che ha preferito, dopo le rassicurazioni ottenute dal Governo, respingere definitivamente una mozione del Nazionale che chiedeva all'esecutivo di fare semplicemente marcia indietro. Per i «senatori», l'atto parlamentare adottato dalla Camera del popolo restringe eccessivamente il margine di manovra delle autorità.

La polemica

La polemica ha avuto inizio a fine gennaio 2025, quando il Governo ha presentato la proposta di mettere uno stop alle adozioni internazionali in Svizzera dopo i casi di abusi verificatisi in passato. Una decisione che ha suscitato reazioni negative, anche fra i ranghi del Parlamento. Da qui la mozione che esortava l'esecutivo dal desistere dalle proprie intenzioni.

Un passo indietro

Tenuto conto del clima poco propizio, il Consiglio federale ha preferito fare un passo indietro, proponendo il 21 maggio dello scorso anno un progetto che prevede due varianti: la cessazione delle adozioni internazionali e una riforma completa del sistema. Queste due varianti dovrebbero consentire un dibattito meno emotivo nella popolazione e sotto il «Cupolone» su un tema delicato e complesso, secondo il Governo.

Malgrado ciò, il Nazionale ha tuttavia mantenuto la propria posizione. Gli Stati hanno preferito oggi dare fiducia al Consiglio federale. In aula, Isabelle Chassot (Centro/FR) ha affermato a nome della commissione che l'esame sereno di un tema delicato e complesso merita un'analisi approfondita di ciascuno degli scenari.