
A due anni dal suo lancio, il progetto pilota "Back to the Roots" - che aiuta le persone adottate dallo Sri Lanka nella ricerca delle loro origini - è un'azione di successo e riceve regolarmente nuove richieste, anche da persone che non provengono dal paese indiano. Per questo motivo il programma, che è sostenuto da Confederazione e Cantoni, dovrebbe diventare permanente. L'associazione "Back to The Roots" sottolinea che finora sono 70 le persone che si sono avvalse di queste prestazioni. Il programma era stato ideato dopo che erano emerse gravi mancanze delle autorità federali e cantonali nelle quasi 900 adozioni di bimbi dello Sri Lanka tra gli anni Settanta e Novanta.
Esigenze e difficoltà degli assistiti
Stilando un primo bilancio, oltre a sottolineare il successo del progetto, l'associazione tratteggia la serie non indifferente di esigenze e di difficoltà a cui devono fare fronte gli assistiti. Tra di esse in particolare la laboriosità dell'analisi dei documenti in Sri Lanka; la necessità per gli adottati di beneficiare di un accompagnamento individuale nel percorso, e l'importanza dei test del DNA, che sono "essenziali per confermare o negare una relazione familiare". "Back to the Roots" chiama in causa Confederazione e Cantoni, chiedendo che trasformino il progetto pilota in un programma permanente e professionale aperto a tutte le persone che sono state presumibilmente adottate illegalmente, indifferentemente dal paese di provenienza.
Quali aiuti prevede il programma
Attualmente il progetto è integrato nel partenariato migratorio della Svizzera con lo Sri Lanka: sostiene nella ricerca delle loro identità le persone provenienti dallo stato indiano che sono state adottate in Svizzera tra gli anni 1970 e 1990. L'aiuto comprende, in particolare, informazioni sulle possibilità di ricerca delle origini, reperimento e consultazione di dossier in Svizzera e nello Sri Lanka. Il programma, che per il momento ha una durata di tre anni, aveva preso il via retroattivamente il primo gennaio 2022 e terminerà alla fine di quest'anno. Il contributo annuale previsto è di 250'000 franchi al massimo.
Le "fattorie di bebè"
In Svizzera, le numerose irregolarità, alcune delle quali molto gravi, nelle procedure di adozione di neonati e bimbi in tenera età srilankesi erano state dimostrate in uno studio della Scuola universitaria di scienze applicate di Zurigo (ZHAW) pubblicato nel febbraio 2020. In particolare, era stato constatato come i bambini provenivano da "fattorie di bebè", dove si faceva appello a uomini bianchi per avere bimbi dalla pelle più chiara possibile. I genitori svizzeri pagavano tra 5'000 e 15'000 franchi per bambino adottato. Ma le madri srilankesi ricevevano soltanto un pugno di dollari o soltanto una bottiglia thermos. Dal canto loro, gli intermediari nello Sri Lanka, tra i quali degli avvocati, erano pagati profumatamente.

