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Svizzera
Adesione all'UE: "Grazie Svizzera, ma..."
Adesione all'UE: "Grazie Svizzera, ma..."
Adesione all'UE: "Grazie Svizzera, ma..."
Redazione
10 anni fa
Bruxelles ha risposto alla lettera inviata da Berna per ritirare la domanda di adesione presentata nel 1992

Non è un gran momento per l’Unione europea: la Gran Bretagna vuole accelerare i tempi della Brexit, l’Accordo economico e commerciale globale (Ceta) con il Canada - complice anche il 'niet' (o meglio, il ‘non’) del Parlamento della Vallonia - si sta indirizzando su un binario morto e a fine luglio la Svizzera ha ufficialmente ritirato la sua domanda di adesione all’Unione europea, risalente al 1992 (vedi articolo suggerito).

Il governo di allora chiedeva di trattare per un'entrata della Svizzera nella Comunità economica europea (CEE). Il 6 dicembre dello stesso anno i cittadini elvetici avevano però respinto l'adesione allo Spazio economico europeo (SEE), comprendente gli allora 12 paesi della CEE e quelli dell'Associazione svizzera di libero scambio (AELS).

Dopo tre mesi di silenzio Bruxelles ha finalmente risposto alla missiva del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) - firmata dal presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann e dal cancelliere Walter Turnherr. Nella giornata di ieri il ministro degli Esteri slovacco Miroslav Lajčák ha consegnato a Schneider Amman la risposta dell’Unione europea.

Stando a quanto riferito dalla ‘Neue Zürcher Zeitung’ la replica dell’UE è stata abbastanza fumosa: i ministri europei ringraziano la Confederazione e si “rallegrano” delle intenzioni di Schneider-Ammann di "proseguire e sviluppare la collaborazione con l'Ue attraverso la via degli accordi bilaterali".

“Entrambe le parti hanno interesse a portare avanti una cooperazione basata sul rispetto dei principi del mercato unico europeo”.

Una lettera che il quotidiano zurighese giudica aperta a mille interpretazioni. Una delle ipotesi è che l’UE stia cercando di minimizzare l’impatto della decisione elvetica in un momento particolarmente difficile, un’altra è che il riferimento nemmeno troppo velato al rispetto dei principi del mercato unico europeo non sia altro che un ennesimo ammonimento sull’applicazione del 9 febbraio.

E non si può nemmeno escludere che Bruxelles sia stata colta di sorpresa dalla decisione svizzera dopo ben 24 anni.

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