
«Mi chiamo Simona e ho 14 anni. Non sto vivendo un bel momento della mia vita e fatico a relazionarmi con i miei coetanei a scuola. Su X, Instagram, Snapchat e TikTok mi sento diversa, mi sento accettata. Pensate, online c’è chi mi dà attenzioni e mi fa sentire bene. All’inizio era solo un diversivo per uscire dalla quotidianità della realtà, ora ho uno scambio di messaggi abituale con una persona. Penso che mi sto innamorando».Questa è la miccia di un candelotto di dinamite pronto a scoppiare. Simona è un personaggio di fantasia, ma rappresenta un numero sostanzioso di giovani ragazze.
Il caso degli adescamenti
Un quadro preoccupante messo in luce dall’inchiesta condotta dal Tages Anzeiger. Le vittime, prevalentemente ragazze, tra i 12 e i 18 anni vengono adescate online da persone poco più grandi e spesso anche minorenni. Si instaura un rapporto: attenzioni, dati personali, racconti di vita. La relazione sfocia poi in richieste sempre più gravi. Autolesionismo, torture o violenza nei confronti di terzi, persone o animali fino ad arrivare al filmato del proprio suicidio. 20 i casi in Svizzera attualmente conferma la FedPol al giornale zurighese, un terzo sospetti, due terzi vittime e tocca tutte le regioni linguistiche. Paolo Attivissimo, giornalista informatico, ci spiega come funziona il cyberadescamento: «L'adescamento online lavora attraverso i dati che gli utenti depositano nei social network. Basta lasciare un accenno a un problema di depressione, a un momento di tristezza, che si può essere schedati dai social network come persone potenzialmente depresse e quindi suggerite come persone interessanti per non solo persone che ci potrebbero aiutare, ma anche a persone che potrebbero volerci del male», ci dice Attivissimo.
La devianza dell'efebofilia
Nell’inchiesta si fa riferimento ad alcuni gruppi online in cui gli adescatori operano. Si chiamano ‘764’, ‘1414’ e «the Com» abbreviazione di Community. Una rete sadica, nichilista decentralizzata a livello mondiale che sfrutta la manipolazione per ottenere qualcosa in cambio. «Purtroppo questi algoritmi vengono sfruttati da queste persone, questi mostri, questi orchi, per trovare i loro bersagli», afferma Attivissimo. «Chi ha questo tipo di devianza tende a cercare persone verso le quali ha un'esclusiva. Cioè: ‘io sono il primo. Questa persona giovane è ancora pulita, pura e io sono il primo a usarla'. È un fenomeno che viene chiamato molto spesso efebofilia, cioè l'attrazione verso le persone particolarmente giovani dai tratti non adulti».
Vittime vulnerabili
Come dice Attivissimo questa devianza è aiutata dall’esclusione sociale a cui poi si aggiunge il controllo. I minori diventano bersagli ideali: «Quello che ho visto è che l'interesse deriva principalmente dal fatto di avere maggiore facilità nel controllo. Un adulto nei confronti di un minore è quasi automaticamente più autorevole. Il minore è più vulnerabile, quindi è più facilmente manipolabile. Molto spesso, eh di fronte a una situazione di questo genere non viene creduto, non viene ascoltato e quindi a volte questo crea una situazione in cui paradossalmente il torturatore è l'unica persona alla quale ci si può rivolgere.
L'importanza della prevenzione
Come arginare il fenomeno? La prevenzione è essenziale: in Ticino i servizi disponibili sono il numero 147, Pro Juventute, la protezione dell’infanzia Svizzera, Clickandtop.ch e Aiuto alle vittime di reati. La prevenzione passa poi anche da chi svolge le indagini. Un lavoro difficile da sopportare e Paolo Attivissimo lo sa bene: «C'è anche da dire che non è facile trovare persone che abbiano la forza d'animo di gestire casi come questi. Perché a me è capitato per lavoro e ho ricordi che vorrei cancellare. Restano con te per tutta la vita», conclude.

