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Svizzera
Adecco: "Il mercato del lavoro svizzero abbia meno regole"
Adecco: "Il mercato del lavoro svizzero abbia meno regole"
Adecco: "Il mercato del lavoro svizzero abbia meno regole"
Redazione
8 anni fa
Nicole Burth, responsabile svizzera del gigante dell'impiego interinale : " La politica svizzera deve far sì che il mondo del lavoro sia il meno regolamentato possibile"

La politica svizzera deve far sì che il mondo del lavoro sia il meno regolamentato possibile: ne è convinta Nicole Burth, responsabile svizzera del gigante dell'impiego interinale Adecco.

"Meno è regolato, meglio è", afferma in un'intervista diffusa dall'agenzia Awp la manager 46enne, riguardo ai consigli da dare ai politici in materia di impiego. "È assolutamente essenziale rimanere aperti agli specialisti stranieri: ci tiriamo la zappa sui piedi se ci chiudiamo troppo", aggiunge.

Secondo Burth la cosiddetta "preferenza indigena light" - decisa dal parlamento dopo lunghe discussioni e polemiche per applicare l'articolo 121a della Costituzione, frutto dell'iniziativa popolare UDC sull'immigrazione di massa; nella forma attuale prevede l'obbligo di notifica agli uffici regionali di collocamento per i posti di lavoro vacanti nei settori con disoccupazione di almeno l'8% - porta in parte a oneri amministrativi non necessari. Nell'elenco delle professioni interessate se ne trovano anche di quelle con penuria di manodopera: "i gruppi professionali sono troppo estesi: sono necessari adattamenti", afferma la manager.

A suo avviso è però anche necessario intervenire oltre l'ambito interessato dagli accordi di libera circolazione con l'Ue. "Servono urgentemente contingenti per paesi terzi", osserva Burth. Per esempio nel settore informatico: "le aziende vengono da noi solo se trovano queste persone e possono impiegarle".

Per la dirigente con studi di economia a Zurigo anche il personale indigeno non viene sfruttato appieno. "Si parla dei pensionati e soprattutto delle donne. Per queste ultime vorrei che venissero introdotte in tutta la Svizzera scuole con orario continuato". Anche il sistema attuale ha i suoi costi: "abbiamo 50'000 laureate che stanno casa, questo quale economista mi fa male", si lamenta Burth.

Secondo la numero uno di Adecco Svizzera (dal settembre 2015) il paese è abbastanza pronto a far fronte alle sfide della digitalizzazione, nel confronto internazionale. Ma circa il 20% degli impieghi sono a bassa qualifica e quindi potenzialmente interessati dal processo di automatizzazione. A questo proposito peraltro è positivo avere un sistema di formazione duale.

Presente in 60 Paesi, Adecco dà lavoro a oltre 34'000 persone e agisce con nove marchi: Adecco, Modis, Badenoch & Clark, Spring Professional, Lee Hecht Harrison, Pontoon, Adia, YOSS e General Assembly. Il gruppo è nato nel 1996 dalla fusione fra la svizzera Adia Interim, fondata nel 1957, e la francese Ecco, che venne creata nel 1964.

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