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Svizzera
ACS: scontro aperto tra sezioni e presidente centrale
Redazione
10 anni fa

Il presidente centrale dell'Automobile Club Svizzero (ACS), Mathias Ammann, oggetto di una denuncia penale per reati patrimoniali da parte di esponenti dell'associazione, non è riuscito a riunire attorno a sé la maggioranza delle sezioni. Ad inizio pomeriggio un comunicato del comitato direttivo dell'ACS ha annunciato misure volte a riportare la calma nel sodalizio: il presidente le avrebbe poi presentate nel dettaglio nel corso di una conferenza stampa. In realtà le prime ore dopo il pranzo per l'associazione sono state assai movimentate. A capo della fronda anti-Ammann, la sezione zurighese, facendosi esplicitamente portavoce di tutte, ha scritto in un comunicato diramato pressoché contemporaneamente a quello del comitato direttivo che non è tollerabile che "regole democratiche di base siano infrante". Dal canto suo in conferenza stampa, invece di limitarsi a proporre misure per diminuire la tensione, Ammann si è pure scagliato contro i suoi avversari. Ha parlato di "intrighi" e "tentativi di putsch" tramati alle sue spalle per allontanarlo dalla sua funzione. Quale prova il presidente ha esibito varie e-mail di Stefan Holenstein, il direttore dell'ACS licenziato con effetto immediato la scorsa settimana, e di Ruth Enzler, presidente della sezione zurighese dell'ACS. Questi non avevano dato il loro accordo e, contattati dall'ats, non hanno voluto esprimersi sulla pubblicazione della loro posta elettronica. Quest'ultima, con il nome in codice "Progetto Louis XIV", illustra presunti piani per far accedere alla presidenza dell'ACS il consigliere nazionale bernese del PLR Christian Wasserfallen. Finora era di pubblico dominio che all'inizio di giugno Ammann aveva rinunciato a un prolungamento del suo incarico, ma poi ci aveva ripensato. Una grande maggioranza delle sezioni cantonali dell'ACS aveva nel frattempo proposto quale suo successore proprio Wasserfallen. La nomina del nuovo presidente figura all'ordine del giorno dell'assemblea dei delegati di giovedì a Yverdon-les-Bains (VD). Il comitato la settimana scorsa ha però deciso di rinviarla al 16 settembre. E oggi in conferenza stampa tale decisione è stata confermata, malgrado la maggioranza delle sezioni (appunto dodici su 19) si fossero poco prima espresse contro. All'assemblea dei delegati, le sezioni intendono fare eleggere Wasserfallen quale successore di Ammann. Lorenz Knecht, direttore della sezione di Zurigo, ha detto all'ats che la riunione si terrà in ogni caso. Dal canto suo, il consigliere nazionale liberale radicale ha confermato lapidariamente il suo interesse all'ats: "Ho presentato la mia candidatura". Non ha invece voluto esprimersi sul suo ruolo nel "Progetto Louis XIV". Per ora non è affatto chiaro se un'eventuale elezione alla presidenza sia da considerare valida. Secondo Ammann non c'è dubbio: "le decisioni dei delegati non avranno validità alcuna" perché, stando agli statuti, le sezioni possono convocare solo un'assemblea straordinaria, e quella prevista dopodomani è invece ordinaria. Ammann ha comunque lanciato anche segnali conciliatori: dirigerà l'ACS, ma solo finché non saranno state chiarite le reciproche accuse. La loro fondatezza dovrà essere analizzata dalla commissione della gestione dell'ACS in cui sono rappresentate, sostiene il comitato, tutte le correnti interne all'associazione. Nel frattempo si tratta di individuare un successore che rappresenti gli interessi degli automobilisti e sia disposto a restare al timone dell'ACS per un periodo prolungato. Ammann ha assicurato che "non si opporrà a un tale ricambio alla dirigenza". Il comitato ha inoltre affidato transitoriamente la gestione degli affari a Michael Gehrken. Quale direttore per più anni dell'Associazione svizzera dei trasportatori stradali (ASTAG), questi, oltre alle specifiche conoscenze in materia di politica dei trasporti, dispone delle necessarie competenze per la direzione di una grande organizzazione.

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