
Accoglienza tiepida in consultazione per il “Piano di misure Acqua pulita”, che contiene un pacchetto di ordinanze agricole in relazione all’iniziativa parlamentare “Ridurre i rischi associati all’uso di pesticidi”. Nessuna chiara opposizione alla proposta, la cui procedura di consultazione si è conclusa mercoledì, ma molto scetticismo su come raggiungere gli obiettivi.
Gli obiettivi del piano
Scopo del piano è proteggere meglio le risorse idriche svizzere e in un modo giudicato più concreto rispetto alle iniziative popolari sul tema, due delle quali - quella sui pesticidi e quella sull’acqua potabile pulita - sono state respinte alle urne lo scorso 13 giugno. In particolare si mira a preservare le acque superficiali dei biotopi, quelle sotterranee e l’acqua potabile dalla contaminazione da prodotti fitosanitari. Uno dei traguardi principali a cui si ambisce è dimezzare, entro il 2027, i rischi associati all’uso di tali preparati.
Contadini in disaccordo
Non vi è unità di vedute riguardo alla questione dei pesticidi tra le associazioni di agricoltori direttamente interessate: l’Associazione dei piccoli contadini definisce il pacchetto un primo passo importante, ma critica la mancanza di coerenza delle misure proposte. La politica dei piccoli passi aumenta il già grande carico amministrativo per gli agricoltori. Sarebbe più efficiente e più semplice promuovere con più forza i sistemi integrali come il biologico, l’IP e le tasse incentivanti sui pesticidi, scrive nella sua presa di posizione. Anche l’Unione svizzera dei contadini (USC) reagisce con un “sì, ma”, tuttavia per ragioni diverse. Ritiene ad esempio gli obiettivi di diminuzione dei nutrienti “estremamente ambiziosi”: propone quindi di ridurre l’immissione di azoto e fosforo solo del 10 invece che del 20%. Chiede inoltre che anche gli altri settori interessati diano il loro contributo. Scetticismo anche riguardo all’abolizione del margine d’errore del 10 per cento nel calcolo del bilancio di concimazione (”tolleranza del 10%”), poco fattibile finché lo strumento per il computo della fertilizzazione Suisse-Bilanz - che consente di trasferire le eccedenze in altre aziende - non sarà adeguato, e all’area di promozione della diversità del 3,5%.
Per i Verdi la proposta non va abbastanza lontano
Sull’altro fronte ci sono i Verdi svizzeri, secondo i quali la proposta va nella giusta direzione, ma non abbastanza lontano. Il percorso di riduzione proposto per il contenuto di azoto e fosforo nel suolo del 20% è troppo basso. Criticano anche il fatto che le misure siano limitate alla produzione agricola. Quello che serve è una “strategia dalla fattoria alla tavola” che includa pure i settori non agricoli. Il Consiglio federale ha promesso misure corrispondenti in un prossimo pacchetto di ordinanze. Secondo il partito, la misura più efficace contenuta nell’intero pacchetto di provvedimenti è quella della soppressione della tolleranza del 10%.
Proposta problematica per PLR e PPD
Per il PLR e l’Alleanza del Centro (ex PPD), la cancellazione del margine d’errore del 10% è invece “incomprensibile”. Finché le due Camere non avranno deciso in merito a una mozione che chiede il mantenimento della tolleranza, questa proposta del Consiglio federale risulta problematica. Il Centro propone che si valuti la possibilità di introdurre un sistema di compensazione: chi applica meno pesticidi in un anno, per esempio, dovrebbe essere autorizzato a compensarlo l’anno successivo. Per il PLR la riduzione dell’uso di classici prodotti fitosanitari sintetici è possibile solo se sono disponibili alternative innovative. Pertanto bisognerà investire di più nella ricerca e nello sviluppo di questo genere di prodotti, e le procedure di approvazione devono essere semplificate.
Verdi Liberali, manca un piano di base
I Verdi Liberali ritengono invece che la proposta del governo non preveda un piano di base per eliminare gradualmente i pesticidi. Anche se le strade proposte per ridurre queste sostanze sono da accogliere con favore, esse non vanno abbastanza lontano, si legge in un una nota. Requisiti più severi per l’autorizzazione dei pesticidi e l’introduzione di una tassa di incentivazione su questi prodotti sarebbero più efficaci. Il partito chiede inoltre che le sostanze attive vengano rivalutate ogni quattro anni e che non vengano concessi permessi speciali per pesticidi le cui sostanze attive sono sulla lista di quelle vietate.
Le organizzazioni professionali e ambientali chiedono misure di portata maggiore
Le organizzazioni professionali, quelle ambientali e quelle dei consumatori - in una nota diffusa congiuntamente da 16 di esse - rilevano come gli obiettivi concreti riguardanti pesticidi e sostanze nutritive siano buoni. Tuttavia, per raggiungerli sono necessarie misure di portata maggiore. Analogamente ai Verdi, rifiutano le autorizzazioni speciali per i principi attivi non ammessi nel certificato che prova che le esigenze ecologiche sono rispettate (PER). Ritengono inoltre che il governo debba investire di più nella ricerca di prodotti fitosanitari alternativi e nell’allevamento di varietà resistenti. Inoltre, la riduzione degli apporti di azoto e fosforo deve continuare anche dopo il 2030. Se questi obiettivi non vengono raggiunti, sono necessarie tasse di incentivazione.
L’economia punta sull’innovazione
Come il PLR, anche per l’associazione di categoria Scienceindustries ed Economieuisse la soluzione sta nel puntare sull’innovazione. Una riduzione reale e sostenibile dei rischi deve essere raggiunta attraverso la ricerca e l’innovazione, una migliore tecnologia di rilevamento e di applicazione, la formazione e la consulenza da parte di esperti. Secondo le associazioni economiche, l’attenzione non deve essere limitata ai pesticidi: i metodi di allevamento e altre innovazioni sono altrettanto importanti. Per Economiesuisse è anche una contraddizione voler ridurre i pesticidi, ma allo stesso tempo opporsi ai nuovi metodi di allevamento, cioè quelli basati sull’ingegneria genetica. Questi metodi renderebbero le piante più resistenti e quindi ridurrebbero l’uso di vari preparati.
I prossimi passi
Le modifiche dovrebbero essere adottate dal Consiglio federale nella primavera del 2022 ed entrare in vigore il primo gennaio 2023. Un secondo pacchetto di ordinanze con misure supplementari sarà messo in consultazione più in là dal governo.
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