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Svizzera
Accusati di truffa, tre svizzeri definitivamente assolti
Accusati di truffa, tre svizzeri definitivamente assolti
Accusati di truffa, tre svizzeri definitivamente assolti
Redazione
7 anni fa
Il TF ha respinto il ricorso del Ministero pubblico della Confederazione, che accusava il terzetto di aver sottratto milioni di franchi a numerosi investitori

I tre svizzeri - due uomini e una donna - accusati di complicità con il truffatore tedesco Ulrich "Richie" Engler possono tirare un respiro di sollievo. Il Tribunale federale (TF) ha respinto il ricorso del Ministero pubblico della Confederazione che contestava la loro assoluzione nel dicembre 2018 da parte del Tribunale penale federale (TPF).

Secondo l'accusa, i tre - tra il 2005 e il 2007 - avevano organizzato una truffa piramidale e sottratto milioni di franchi a numerosi investitori ai quali venivano assicurati rendimenti da capogiro. Avevano inoltre contribuito ad allargare ulteriormente il "castello di menzogne" costruito dal tedesco Ulrich "Richie" Engler, che ha truffato investitori svizzeri, austriaci e tedeschi per oltre 100 milioni di dollari e che nel 2013 è stato condannato a 8 anni e mezzo di carcere in Germania.

In una sentenza pubblicata oggi il TF conferma il verdetto dei giudici di Bellinzona che aveva prosciolto gli accusati accordando loro il beneficio del dubbio. Il TF rifiuta punto per punto gli argomenti del Ministero pubblico della Confederazione che ha istruito questo caso per sei anni.

Come il TPF, il TF ritiene che non sia stato stabilito che i tre presunti complici fossero coscienti della truffa messa in atto dal tedesco. All'epoca i tre imputati avevano fatto loro stessi degli investimenti e consigliato a parenti di fare lo stesso.

Il Ministero pubblico della Confederazione aveva chiesto per la principale imputata, una sciaffusana di 59 anni, una pena detentiva di tre anni e mezzo, mentre per gli altri presunti responsabili del raggiro, di 58 e 75 anni, aveva chiesto rispettivamente 27 e 30 mesi di carcere.

(sentenza 6B_913/2019 del 7 febbraio 2020)

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