
Il Consiglio nazionale ha avviato stamane un dibattito decisivo sull'accordo di assistenza amministrativa con gli Stati Uniti su UBS. Se la Camera del popolo respingerà una volta ancora il trattato, questo sarà affossato. Quindi ogni voto avrà il suo peso. Con 14 voti contro 12, la commissione preparatoria raccomanda al plenum di non entrare in materia e di rifiutare l'accordo che prevede la consegna alle autorità americane dei dati bancari di 4'450 clienti di UBS sospettati di aver frodato il fisco negli USA. Ma il fronte del «no», che riunisce la sinistra e l'Unione democratica di centro, potrebbe sgretolarsi. Molti dei voti contrari espressi la settimana scorsa potrebbero trasformarsi in voti favorevoli o astensioni. Se il Nazionale entra in materia, la sinistra tenterà una volta ancora di ottenere garanzie sull'imposizione dei bonus dei manager. Le sue proposte in questo ambito sono state finora tutte bocciate. Altre questioni determinanti: la retroattività o no dell'accordo, nonché la possibilità di sottoporlo a referendum facoltativo. Martedì scorso, la Camera del popolo aveva accettato che i cittadini svizzeri si pronunciassero in merito. Tuttavia il referendum facoltativo potrebbe impedire alla Confederazione di consegnare entro il 19 agosto - scadenza fissata nell'accordo con gli USA - i dati richiesti. Il Consiglio federale dovrebbe infatti attendere 100 giorni prima di poter applicare integralmente il trattato. ATS
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