
Tra la Svizzera e l'UE proseguono i negoziati sull'adeguamento dell'accordo sul trasporto delle merci: il sesto ciclo, tenutosi oggi a Bruxelles, era incentrato sul chiarimento dei dettagli tecnici. È ancora in sospeso la questione relativa al modo di adeguare l'accordo ai futuri sviluppi giuridici, fa sapere un comunicato del Dipartimento federale delle finanze (DFF). Prima della pausa estiva, le due delegazioni avevano concordato un testo comune dell'accordo (non definendo ancora la questione relativa ai futuri sviluppi). Nel frattempo le parti hanno affinato la bozza del testo e le nuove questioni tecniche sono state in gran parte disciplinate. Il testo comune dell'accordo prevede che, anche dopo l'entrata in vigore delle nuove prescrizioni in materia di sicurezza, nel traffico delle merci tra la Svizzera e l'UE non sarà necessaria alcuna predichiarazione. Ciò sarà possibile grazie alla riconosciuta equivalenza degli standard di sicurezza di entrambe le parti contrattuali. Per contro, le nuove misure in materia di sicurezza verranno applicate al traffico delle merci tra la Svizzera e i Paesi non aderenti all'UE. Questo implica che la Svizzera richiederà la predichiarazione dei dati di sicurezza per gli invii in provenienza diretta o a destinazione diretta di Stati non membri dell'UE (traffico aereo), e sulla loro base effettuerà un'analisi dei rischi. Lo stesso vale per gli invii via terra dalla Svizzera verso Stati non membri dell'UE. In questo contesto la Svizzera introdurrà lo statuto di "operatore economico autorizzato" (AEO; Authorised Economic Operator). Le imprese certificate potranno beneficiare di agevolazioni in occasione dei controlli per la sicurezza. È ancora in sospeso la questione relativa al modo di adeguare l'accordo ai futuri sviluppi giuridici in questo ambito, rileva il DFF. ATS
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