
Gli svizzeri sono più aperti a soluzioni con l'Unione europea che vadano oltre gli accordi bilaterali di quanto si potrebbe pensare. Ecco quanto emerge da un sondaggio pubblicato oggi dall'Università di San Gallo, secondo cui un'intesa aggiornata sulla libera circolazione delle persone avrebbe buone possibilità di successo alle urne se corredata da misure di protezione specifiche.
Tutela dei salari e protezione disoccupati
Indipendentemente dal loro orientamento politico, gli intervistati si sono detti disposti a scendere a compromessi sulla tutela dei salari, si legge in un comunicato. Per Tina Freyburg, responsabile dello studio, ciò dimostra che gli elettori sono pronti a riconsiderare le loro precedenti linee rosse se chiaramente informati delle conseguenze. Per l'approvazione di un eventuale accordo con Bruxelles a essere fondamentale è la protezione in materia di disoccupazione e per le persone in cerca di lavoro.
Misure di accompagnamento
Inoltre, il sondaggio illustra come misure di accompagnamento pragmatiche e proporzionate consentano di regolamentare senza creare contraddizioni con le norme europee. Stando agli autori, vi è una concreta possibilità che tale soluzione venga accettata alle urne.
Prima gli interessi della Svizzera
Freyburg suggerisce quindi ai politici di concentrarsi prima sugli interessi della Svizzera e solo in seguito di come soddisfarli di fronte all'Unione europea. Affinché gli elettori possano prendere una decisione ponderata, aggiunge, devono essere ben istruiti sulle questioni riguardanti l'Ue.
L'inchiesta, commissionata dalla fondazione Larix, ha coinvolto 4349 persone sopra ai 16 anni nelle tre principali regioni linguistiche del Paese ed è stata svolta fra maggio e giugno.

