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Svizzera
Accordo quadro: UDC, PS e PPD ribadiscono propria posizione
Accordo quadro: UDC, PS e PPD ribadiscono propria posizione
Accordo quadro: UDC, PS e PPD ribadiscono propria posizione
Redazione
7 anni fa
I partiti si sono espressi a margine della sessione primaverile delle Camere federali

A margine della sessione primaverile delle Camere federali, i partiti sono tornati a ribadire la propria posizione in merito all'accordo istituzionale tra Svizzera e Unione europea. Se per l'UDC il testo, nella sua forma attuale, distrugge la Confederazione, per PS e PPD bisogna sviluppare la via bilaterale, ma le incognite sono troppe.

Espressosi davanti ai media a Berna, il presidente dell'UDC Albert Rösti ha dichiarato che il gruppo democentrista in Parlamento ha respinto l'intesa all'unanimità. Il Consiglio federale non deve né parafare né firmare l'accordo quadro, ma prepararsi ad elaborare un piano B, ha poi aggiunto il deputato bernese.

In particolare, a detta di Rösti, il testo negoziato mina alla base l'indipendenza e la sovranità del Paese. Esso ha suscitato nel gruppo grande preoccupazione per le conseguenze che avrebbe sulla democrazia diretta, la neutralità e il federalismo.

Da parte sua, il PS ha confermato di essere favorevole a un accordo quadro tra Berna e Bruxelles. Il progetto messo in consultazione dal governo lascia però troppi interrogativi importanti senza risposta, a cominciare da quelle sulla protezione dei salari. Ragione per cui il partito non può pronunciarsi in modo fondato, si legge in una nota diffusa ieri.

Il documento in consultazione non basta a rendere conto della portata e della complessità del dossier, deplorano i socialisti. Il PS sottoporrà dunque all'esecutivo una lista di domande, che esigono risposte chiare se si vuole superare lo scoglio del referendum. La questione salariale e gli aiuti statali restano al centro delle preoccupazioni della sinistra.

Il gruppo parlamentare del PPD aveva già definito lo scorso gennaio a Locarno il suo pensiero e l'ha confermato ieri in un incontro con la stampa. I rappresentanti del partito alle Camere avevano identificato quattro ambiti che necessitano di una discussione più approfondita e di chiarimenti. Si tratta della procedura da adottare in caso di risoluzione dei conflitti, della direttiva sulla cittadinanza europea, degli aiuti sociali e del mercato del lavoro.

Il PPD, ha detto oggi il presidente Gerhard Pfister, non è disposto a un accordo a qualunque prezzo, bensì subordina il suo appoggio a delle condizioni. "Prima di decidere se siamo favorevoli o meno, vogliamo che l'accordo sia migliorato", ha affermato Pfister. Una delle richieste è che sia trovata una soluzione in merito alle misure d'accompagnamento.

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