
La fine delle discussioni sull’accordo quadro inizia ad avere conseguenze sul settore sanitario svizzero. A lanciare l’allarme è la Commissione federale del consumo (CFC), secondo cui in vista potrebbero esserci riduzioni della qualità nei servizi offerti ai pazienti e aumenti significativi del prezzo di medicamenti e dispositivi medici.
Meno dispositivi medici europei
A causa del fallimento dei negoziati sull’accordo quadro con l’Unione europea, l’accordo attualmente in vigore sul mutuo riconoscimento dei dispositivi medici (MRA) non sarà aggiornato. Questo comporterà oneri finanziari e burocratici maggiori per i produttori di dispositivi medici europei e svizzeri. Per continuare a commerciare nel settore, l’Ue infatti richiederà alle aziende svizzere la nomina all’interno dell’Unione di rappresentanti. Da parte sua, la Confederazione esigerà che anche le ditte europee nominino un loro rappresentante in Svizzera. Questo però potrebbe non essere economicamente vantaggioso per le aziende con sede nell’Ue, che potrebbero così rinunciare a vendere i loro prodotti nel nostro paese. Stando alle stime del settore, potrebbe risultarne un aumento medio dei prezzi del 10 % e una crescita dei premi.
Incidenti non più segnalati
Timori sono espressi dalla CFC anche sulla sicurezza dei pazienti. Con la messa nel cassetto dell’accordo quadro, Swissmedic, l’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici, non avrà più accesso alla banca dati europea per i dispositivi medici EUDAMED e quindi non potrà essere al corrente di eventuali incidenti.
L’appello al CF
La CFC raccomanda dunque al Consiglio federale di analizzare la nuova situazione e di prendere provvedimenti concreti per limitare l’impatto finanziario sui pazienti e garantire la sicurezza dei dispositivi medici.
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