
È ora definitiva la decisione della Cancelleria federale sulle firme del referendum contro gli accordi fiscali con Germania, Gran Bretagna e Austria, giunte in ritardo. Lo ha comunicato stamani, rifiutando di voler tener conto delle firme consegnate fuori tempo massimo. Annunciata dall'Associazione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI), la decisione può essere oggetto di un ricorso al Tribunale federale, entro 30 giorni. L'ASNI ha già deciso lunedì scorso di prevalersi di questo diritto per le convenzioni concluse con Berlino e Londra. Ha ora deplorato che "il formalismo giuridico abbia la precedenza sui diritti politici garantiti dalla Costituzione". Secondo la Cancelleria, i comitati di referendum hanno depositato entro i termini previsti 48'604 firme contro la Convenzione sull'imposizione alla fonte Svizzera-Germania, di cui 48'454 valide. L'obiettivo è stato mancato ancora più chiaramente per quanto riguarda gli accordi con Londra (47'554 firme, di cui 47'363 valide) e con Vienna (46'848, di cui 46'656 valide). In ogni caso mancano almeno 1500 firme, rileva la Cancelleria federale nella sua decisione. A suo modo di vedere, non è possibile prendere in considerazione le 2800 firme giunte in ritardo, come chiedono i comitati di referendum, addossando la colpa ai comuni. Ciò equivarrebbe a prolungare i termini referendari, prassi che la Cancelleria non è autorizzata a seguire. ATS
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