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Confederazione
Accordi con l'UE: a Berna continua la battaglia sul referendum
Ats
un'ora fa
La doppia maggioranza di popolo e Cantoni per il pacchetto di accordi continua a far discutere sotto la Cupola federale – La Commissione della politica estera del Nazionale vi si oppone insieme all'omologa commissione degli Stati, mentre le Commissioni delle istituzioni politiche di entrambe le Camere sono favorevoli

La doppia maggioranza di popolo e Cantoni per il pacchetto di accordi Svizzera-UE continua a far discutere sotto la Cupola federale. La Commissione della politica estera del Nazionale (CPE-N) vi si oppone. A fine maggio, anche l'omologa commissione del Consiglio degli Stati si è espressa contro, mentre le Commissioni delle istituzioni politiche di entrambe le Camere si sono dette favorevoli.

Con 15 voti contro 9, la CPE-N ha respinto la proposta di sottoporre il pacchetto di accordi a referendum obbligatorio, indicano oggi in una nota i servizi del Parlamento. La commissione si oppone quindi all'inserimento di tali accordi nella Costituzione tramite una disposizione transitoria.

Secondo la CPE-N, una modifica della Costituzione non è necessaria. Non vi è alcuna contraddizione con il pacchetto di accordi Svizzera-UE. In altre parole, non è richiesta la doppia maggioranza di popolo e Cantoni.

Articolo sull'immigrazione

Il dibattito fa seguito a un'iniziativa parlamentare della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati. Il testo mira a eliminare le incertezze costituzionali tra l'estensione della libera circolazione delle persone, prevista nel pacchetto di accordi, e l'articolo della Costituzione federale relativo alla gestione autonoma dell'immigrazione.

L'iniziativa introduce nella Costituzione una nuova disposizione transitoria che consente l'approvazione del pacchetto di accordi nonostante le norme costituzionali sulla limitazione dell'immigrazione. Essa vuole inoltre porre fine alla discussione sulla necessità o meno della doppia maggioranza di popolo e Cantoni per il pacchetto di accordi.

Va ricordato che l'iniziativa stessa richiede la doppia maggioranza, poiché modifica la Costituzione. Il testo fa seguito ai pareri di vari professori di diritto.

Primato del diritto svizzero

L'iniziativa indica inoltre che, in caso di contraddizione tra il pacchetto di accordi da una parte e la Costituzione o una legge federale dall'altra, il Tribunale federale deve applicare il diritto svizzero quando il legislatore si è consapevolmente discostato da tali accordi. Per la Commissione della politica estera del Nazionale, una nuova regolamentazione costituzionale del rapporto tra diritto internazionale e diritto nazionale non è opportuna.

La maggioranza della Commissione ritiene che gli accordi relativi alla stabilizzazione debbano essere approvati con il decreto federale proposto dal Consiglio federale. Una minoranza sostiene l'iniziativa, ritenendo necessaria una modifica della Costituzione considerata la portata del pacchetto Svizzera-UE.

Ben quattro commissioni si sono occupate di questa questione del referendum. Sono emerse tensioni tra i parlamentari riguardo a tale ripartizione delle competenze. Il dossier sarà trattato dal Consiglio degli Stati durante la sessione autunnale delle Camere federali.