Cerca e trova immobili
Svizzera
Accoltellò la moglie, 12 anni e mezzo di carcere
Accoltellò la moglie, 12 anni e mezzo di carcere
Accoltellò la moglie, 12 anni e mezzo di carcere
Redazione
7 anni fa
Un 47enne macedone è stato condannato dal Tribunale distrettuale di Wil per aver ucciso la consorte con 51 coltellate nel 2018

Un macedone di 47 anni è stato condannato oggi dal Tribunale distrettuale di Wil, riunito nella sede di Flawil (SG), a 12 anni e mezzo di carcere per assassinio per aver ucciso sua moglie con 51 coltellate nel 2018. La detenzione è sospesa a favore di un misura stazionaria, anche nota come "piccolo internamento".

L'uomo sarà inoltre espulso e non potrà rientrare in Svizzera, doveva viveva da circa trent'anni, per 15 anni. Dovrà anche versare a parenti 65'000 franchi di riparazione per torto morale e accollarsi le spese giudiziarie

Solo cinque minuti prima del dibattimento l'imputato ha spiegato al suo legale che avrebbe dichiarato di aver pianificato il delitto da giorni. Il 18 maggio 2018 l'uomo ha ucciso la consorte, di 44 anni, al loro domicilio nel corso di una lite coniugale. A suo dire aveva atteso volutamente fino a dopo il mezzogiorno di quel venerdì perché in seguito i due figli maggiorenni non sarebbero più stati in casa. In aula egli ha dichiarato di essere "andato a prendere il coltello perché la volevo uccidere".

Durante l'interrogatorio l'accusato ha assicurato ripetutamente di deplorare l'accaduto e ha chiesto perdono. Ha asserito di voler accettare qualsiasi pena. Il 47enne ha continuamente fatto riferimento alla sua malattia: questa è l'unica motivazione per il suo atto.

Il difensore ha spiegato che il suo mandante ha perso la testa a causa di problemi psicologici emersi in seguito a cambiamenti sul posto di lavoro. Dopo una futile litigata con la moglie l'uomo è esploso: dopo le prime coltellate è stato preso da una follia omicida, ha indicato il legale sostenendo che ciò è dovuto alla sua malattia e che non si è trattato di un atto di crudeltà premeditato.

Il perito psichiatrico aveva constatato una schizofrenia paranoide; l'imputato era capace di discernere l'inopportunità del suo atto, ma in seguito alla sua patologia non ha saputo agire in maniera ragionevole. La sua capacità di autocontrollo era in quel momento ridotta.

Il ministero pubblico aveva richiesto una condanna per assassinio sostenendo che l'imputato ha agito in modo particolarmente subdolo e crudele e ha abusato della fiducia della moglie. La vittima è stata sorpresa: non vi erano segni che si sia difesa. L'uomo ha inflitto tante coltellate "finché era chiaro che la donna non sarebbe sopravvissuta". Quindi ha chiuso a chiave la stanza da letto in cui si trovava e si è recato al posto di polizia, dove ha dovuto attendere mezz'ora finché fosse il suo turno, per poi raccontare di aver "fatto una cavolata" e di non sapere come stia la moglie.

Per il 47enne la procura aveva chiesto una pena di dodici anni, sospesa a favore di una misura stazionaria, ossia una terapia in una clinica psichiatrica. In seguito il macedone andava espulso dalla Svizzera e gli doveva essere imposto un divieto d'entrata per 15 anni. La misura doveva essere inserita nella banca dati Schengen affinché non potesse rientrare nella Confederazione in incognito attraverso un paese terzo. Anche su questo punto la corte ha dato seguito alla richiesta del ministero pubblico.

Il difensore aveva invece chiesto un verdetto di colpevolezza per omicidio intenzionale e una pena detentiva di 5-7 anni; anche lui si era detto favorevole a una misura stazionaria. Aveva poi auspicato che la durata del divieto d'entrata fosse inferiore a quanto chiesto dall'accusa. Il suo mandante, aveva aggiunto, riconosce in linea di massima le richieste di riparazione per torto morale dei parenti.

Il legale della parte civile aveva chiesto per i due figli della coppia così come per la madre e per il fratello della vittima indennità per torto morale di complessivamente 70'000 franchi; a questo scopo il 47enne andava obbligato a pagare risarcimenti.

L'uomo si trova già in regime di esecuzione anticipata della pena. La sentenza non è ancora passata in giudicato.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata