
Il Tribunale federale (TF) conferma la pena detentiva di sette anni e l’espulsione dal territorio svizzero per otto anni pronunciate dalla giustizia zurighese nei confronti di un montenegrino: l’uomo, oggi 53enne, nel 2017 aveva pugnalato a morte la moglie. Lo scorso agosto il Tribunale cantonale di Zurigo aveva ridotto la sanzione decisa inizialmente dal Tribunale distrettuale di Bülach (ZH). Quest’ultimo aveva inflitto una pena detentiva di 11 anni come pure un’espulsione per 10 anni. Nel suo ricorso al Tribunale federale, il condannato chiedeva che si considerasse l’omicidio passionale piuttosto che l’omicidio intenzionale. Egli riteneva anche che si dovesse rinunciare all’espulsione per caso di rigore.
Sentenza accuratamente motivata
In una sentenza pubblicata oggi, il TF ha respinto entrambe le richieste dell’uomo. Ha rilevato che l’istanza precedente aveva accuratamente argomentato le sue ragioni per escludere l’omicidio passionale. Ha anche tenuto conto dello stato di salute del cinquantenne che soffre di un tumore al cervello, ha subito numerose operazioni ed è soggetto ad attacchi epilettici. Secondo la perizia medica, tali danni cerebrali possono limitare l’autocontrollo. Tuttavia, il tribunale di Zurigo ha anche osservato che la situazione non era diversa al momento dei fatti in questione rispetto alle innumerevoli liti della coppia. Non vi erano circostanze particolari che potessero provocare l’emozione violenta che giustifica la qualificazione di un omicidio passionale.
Cure adeguate in Montenegro
Il Tribunale federale ritiene inoltre che lo stato di salute dell’uomo non permetta di rinunciare all’espulsione. Anche se il sistema sanitario montenegrino non è così sviluppato come in Svizzera, il cinquantenne vi potrà ricevere le cure necessarie. Infine, il condannato potrà mantenere il rapporto con i suoi quattro figli per posta. Secondo la sentenza, l’uomo non ha più avuto contatti con loro da molto tempo. Il più giovane aveva assistito all’omicidio di sua madre quando aveva 12 anni.
(sentenza 6B_1087/2020 del 25 novembre 2020)
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